W Series e F1: le donne alla conquista del motorsport!

W Series e F1: le donne alla conquista del motorsport!

Di poche ore la notizie che la W Series, campionato di monoposto monomarca tutto al femminile, sarà partner della F1. La W Series viene presentata a fine 2018, nel 2019 viene disputata la prima stagione vinta da Jamie Chadwick. Ma in cosa consiste la partnership? Le donne si aggiungeranno a F2 e F3 come campionato di supporto nei week-end di F1. L’accordo è per otto gare, anche se ancora non si sa quali saranno. Ha commentato con molto entusiasmo la fondatrice e CEO Catherine Bond Muir:

Quando abbiamo promesso che le W Series sarebbero diventate un evento ancora più grande in futuro, il nostro obiettivo finale era proprio la partnership con la Formula 1. Ora che il nostro campionato si svilupperà in collaborazione con loro, il nostro impatto sul pubblico potrà crescere molto.”

In realtà già nel 2020 ci sarebbero dovute essere due concomitanze con la F1, ma il campionato non è partito causa Covid-19.

Il campionato

Le W Series nascono per sostenere le carriere di giovani donne pilota con la speranza di farle progredire ai livelli più alti del motorsport. Fondamentale sotto questo punto di vista è che questo campionato assegnerà punti validi per ottenere la superlicenza FIA, il documento che attesta la capacità di guidare una vettura di Formula 1. Sono diciotto le pilotesse partecipanti, più due riserve. C’è una selezione da superare per poter essere in griglia, per la prima stagione sono partite in cinquantaquattro. I criteri delle selezioni si basano su fitness, conoscenze meccaniche e abilità di promozione mediatica e per le ultime trenta un test. Le prime dieci del campionato sono automaticamente iscritte alla stagione successiva. Le monoposto sono tutte uguali, gestite da Hitech GP, montano motore Alfa Romeo 1.8T e pneumatici Hankook. Le W Series godono anche dell’appoggio di personaggi importanti del motorsport quali Ross Brawn, David Coulthard e Adrian Newey.

La storia del motorsport femminile

In un mondo ed in una categoria storicamente maschilista, le donne vogliono poter dire la loro, dimostrare di essere brave quanto gli uomini e abbattere stereotipi purtroppo in vita da troppo tempo. In passato ci sono state presenze femminili in Formula 1. La napoletana Maria Teresa De Filppis è stata la prima donna in assoluto a gareggiare in F1, anche se con risultati non proprio eccelsi. Lella Lombardi è stata invece la prima donna ad ottenere un punto, anzi, mezzo punto iridato, anche lei italiana. Brevi le esperienze di Divina Galica, Desirè Wilson. La romana Giovanna Amati sulla Brabham non riuscì a qualificarsi per tre GP e venne sostituita da Damon Hill.

Da quel momento solo qualche test fugace come quello di Sarah Fisher sulla McLaren nel 2002. Nel 2012 purtroppo ricordiamo la tragedia di Maria de Villota, collaudatrice della Marussia, che perse un occhio in un incidente prima, e ciò le causò poi un’emorragia cerebrale che le toglierà la vita. Non possiamo non citare Susie Wolff, moglie di Toto, che è stata collaudatrice Williams dal 2012 al 2015, e disputerà delle sessioni sia nei test invernali, sia la prima sessione di prove libere di quattro gran premi.

Le donne nel motorsport oggi

Tatiana Calderòn, colombiana collaudatrice dell’Alfa Romeo Racing, e prima donna ad aver corso in Formula 2 è sicuramente una delle donne più di spicco nel mondo delle corse. Doverosa anche la menzione per Sophia Floersch. La giovane tedesca è stata protagonista di un terribile incidente alla celebre corsa di Macao nel 2018. Fortunatamente il grande spavento non ha arrestato la sua carriera, avendo partecipato alla Formula 3 nel 2019 e 2020. Insieme proprio alla Claderòn e Beitske Visser hanno partecipato alla 24 ore di Le Mans con un team tutto al femminile, concludendo con un ottimo nono posto. E se si parla di donne e motori è impossibile non menizonare la statuinitense Danica Patrick. La Patrick è molto famosa negli States per la sua lunga carriera divisa tra Indycar e NASCAR, dove ha ottenuto anche successi e podi in tredici anni di carriera (ritirata nel 2018).

Il futuro

Questo accordo tra W Series e Formula 1 sicuramente darà molta visibilità a tante giovani pilotesse, oltre che aiutarle a crescere sotto il punto di vista tecnico. Con la speranza che si possano trovare nuovi talenti da portare magari in pianta stabile proprio nella categoria regina, abbattendo muri e creando opportunità a chi non sempre ne ha avute. Per ora possiamo augurarci che le gare siano competitive e divertenti e riescano ad intrattenerci, e che con questa svolta, i motori possano abbracciare una nuova fetta di appassionati.

Mario Scherillo

Mario Scherillo, studente universitario di lingue (inglese e tedesco), aspirante giornalista sportivo. Appassionato a diversi sport, amante dei motori, sia le due ma soprattutto le quattro ruote, la Formula 1 nello specifico, ma sporadicamente anche la F2, F3 e Formula E.