Sebastian Vettel e Ferrari, Odi et Amo

Della Scuderia Ferrari è noto, oltre alla leggenda, al blasone e alla storia del marchio stesso, anche la ‘deificazione dei propri piloti’, che diventano quasi dei catini virtuali ma immensi in cui riporre tutte le speranze dei tifosi ferraristi; e i piloti col cavallino rampante scolpiscono i loro nomi nell’incredibile narrazione della Scuderia in caso di vittoria del titolo iridato, ma anche in caso contrario, spesso scolpiscono il loro nome nel cuore di tanti, tantissimi Tifosi. 

Sebastian Vettel lo sa bene, perché in lui le speranze dei tifosi erano veramente tante, arrivando da 4 volte campione del mondo sì, ma magari soprattutto perché un tedesco che ha come idolo Michael Schumacher e che che ha come sogno quello di provare ad emularlo certamente non può che suonare bene all’udito della passione che nel 2015 era già divenuta quasi “nostalgica” intorno a Maranello. Ed è proprio sotto questi presupposti che Sebastian Vettel nel 2014 dopo aver annunciato l’addio a Red Bull a Suzuka, conferma ad Abu Dhabi che sarà il nuovo pilota Ferrari al fianco di Kimi Raikkonen nel 2015, sostituendo un altro che ha fatto sognare ma in modo inconcludente il cavallino, ovvero Fernando Alonso.

 

 

 

Se il 2014 era stato per lui deludente rispetto alle precedenti stagioni, sembrava aver subito cambiato marcia la sua carriera con i primi due weekend con la rossa, con il primo podio al debutto a Melbourne e poi subito la vittoria in Malaysia al secondo Gp con la sua “Eva”, momento già iconico non solo perché appunto rappresentasse la prima vittoria, ma anche perché parlando di passione, venne subito riaccesa nel cuore dei tanti Tifosi. Riuscirà a vincere anche in Ungheria e soprattutto a Singapore, dove la Ferrari conquisterà con lui la Pole dopo addirittura 61 Gp; nella stagione d’esordio in Ferrari è già recordman: nessuno al primo anno con la Scuderia era riuscito a portare a casa 13 podi e le tre vittorie suddette.

Ma spesso l’apparenza inganna: nel 2016 infatti Seb non riesce mai a vincere, con soli 7 podi totali. Poi però arriva il 2017, anno (a detta di molti, i quali mi trovano però in disaccordo), sempre partendo da sfavorito rispetto alla coppia Mercedes, in cui il tedesco poteva davvero ambire alla vittoria del titolo iridato: di fatti parte alla grande, conquistando la vittoria nel ‘feudo’ di Melbourne, poi il secondo posto a Shangai e vittoria in un altro circuito amico, quello del Bahrain; poi ancora due secondi posti in Russia e in Spagna e di nuovo una grande vittoria a Monaco partendo alle spalle del compagno Kimi Raikkonen; poi però Seb e la Ferrari sembravano quasi aver già capito che lo strapotere Mercedes sarebbe stato davvero difficilmente battibile, con un altro episodio iconico di Vettel in Formula 1, quando Lewis Hamilton a Baku rallentò di colpo alle spalle della Safety Car facendo sì che Sebastian lo tamponasse incolpevolmente: il tedesco lo affianca e gli da una ‘ruotata’, con 10 secondi di penalità inflittigli. Nonostante ciò sarà ancora in testa al mondiale per alcune tappe, compresa l’Ungheria, dove tornerà a vincere; saranno però due i momenti che allontaneranno SV5 dalla vetta: il primo è proprio il weekend di casa della Ferrari, dove soffrirà tantissimo arrivando solo terzo, lasciandoci passare in campionato da Hamilton, mentre il secondo momento rappresenterà (ahilui) un altro ‘scatto fotografico’ della sua carriera, ovvero l’incidente in partenza a Singapore con Kimi Raikkonen e Max Verstappen; da qui il sogno sfuma definitivamente nonostante la vittoria in Brasile.

 

 

 

Il 2018 invece comincia addirittura con due vittorie, ancora a Melbourne e ancora in Bahrain, circuiti amici della rossa; poi eventi sfortunati in Cina e Azerbaijan gli fanno perdere la testa del mondiale nei confronti Lewis, ma dopo il secondo posto a Monaco vincerà in Canada rompendo l’astinenza per Ferrari che durava da 14 anni, con proprio Schumacher ultimo vincitore in nord America; tornato in testa al mondiale nel weekend precedente grazie al doppio ritiro Mercedes, a Silverstone Vettel porterà a casa un’altra foto della sua carriera: vincerà davanti a Lewis Hamilton partendo da secondo, esultando via radio in italiano (come più volte fatto in Ferrari) gridando “qui, a casa loro!” (la sede del team di F1 Mercedes è a Brackley, molto vicina a Silverstone), allungando così in testa al mondiale di 8 punti. Un altro incidente segnerà però forse la fine delle speranze Ferrari per il 2018 e forse in generale un punto di rottura per Vettel con la rossa e ancor più in generale nella sua carriera: al 52esimo giro con condizione meteo miste esce di pista, va in ghiaia e poi in barriera, e permette a Hamilton (partito 14esimo) di vincere; vincerà in Belgio, ma a causa anche del suo pessimo rapporto con il Gran Premio d’Italia (chiuso quarto) finirà secondo in campionato.

Il 2019 vedrà l’arrivo di Charles Leclerc in Scuderia, con Vettel che avrà sempre parole al miele e di enorme stima per il monegasco, ma contemporaneamente ne subirà sin da subito la freschezza e le migliori prestazioni nel corso della stagione, in cui conquisterà, partendo dalla pole, la memorabile seconda posizione che doveva essere prima ma scalata poi per un rientro in pista considerato pericoloso (decisone che scatenerà numerosissime polemiche) con il tedesco che nel parco chiuso scambierà i cartelloni di seconda e prima posizione davanti alle auto sua e di Lewis Hamilton; Vettel poi conquisterà la vittoria a Singapore, l’ultima, iconica della sua avventura in rosso e la pole a Suzuka, anche essa ultima in Ferrari.

 

 

 

Il suo 2020 invece comincerà, prima che in pista, con l’annunciato termine del rapporto in Ferrari al termine della stagione, definito dallo stesso Vettel come ‘unilaterale’ da parte di Maranello. L’abisso Ferrari di quella stagione permetterà a Sebastian solo di conquistare il suo ultimo podio in rosso, nel caos del Gran Premio di Turchia.

Di Sebastian Vettel i tifosi Ferrari ricorderanno (oltre all’innegabile talento e alle speranze soprattutto per il 2017 e per il 2018, come detto) l’uomo immagine/ferrarista che è stato: oltre agli eventi iconici suddetti, storici sono la scena in cui tolse il cappellino Mercedes ad un bambino per indossargli quello Ferrari, l’intervista in cui disse ‘everybody is a Ferrari fan, even if they say they are not Ferrari fan’, o ancora l’audio in cui urlò ‘si ragazzi, si! Forza Ferrari!’ e simili, l’addio alla Scuderia sulle note di azzurro e tanto altro ancora. Danke Seb, anche per le innumerevoli emozioni regalate al mondo Ferrari!

 

 

 

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Lorenzo De Stefano, nato il 7 Aprile 2002 ad Avellino ha una gran passione per qualunque cosa si muova a una velocità minima di 100 Km\h o per qualunque sport che possa trasmettere passione; il suo sogno nel cassetto infatti è proprio portare queste passioni sulle TV di tutti, un giorno, attraverso il giornalismo.