Tutto quello che c’è da sapere su un volante di Formula 1

Tutto quello che c’è da sapere su un volante di Formula 1

Prima di tutto, facciamo un’importante precisazione: il volante di una monoposto è da sempre uno degli elementi più indecifrabili della Formula 1. Per questo, qualsiasi scuderie è particolarmente attenta a non far sapere in nessun modo, al pubblico ed ai concorrenti, come il proprio volante è strutturato e quali nuove funzionalità vi vengono integrate.
Dunque, se vedete un Team descrivere apertamente o addirittura attraverso una fonte ufficiale i propri volanti (Williams qui sopra o Mercedes sul proprio canale YouTube), sappiate che ciò significa che molto presto quel modello di volante diventerà obsoleto, e che in sviluppo ce n’è già una versione migliore e migliorata.

A ognuno il suo

I volanti di Vettel e Leclerc a confronto (©Giorgio Piola)

La prima grande caratteristica dei volanti di Formula 1 è che ogni singolo pilota ha una configurazione diversa del proprio volante. Ciò include non solo la disposizione e la tipologia di pulsanti, switch, e rotelle, ma anche l’organizzazione delle informazioni che vengono mostrate sul display di bordo: i volanti di Vettel e Leclerc (in figura) non sono soltanto diversi dal punto di vista organizzativo e funzionale, ma anche nel come i due piloti preferiscono usufruire delle informazioni a loro disposizione.
Leclerc preferisce un layout più semplice e immediato (poche informazioni strutturate in caselle con descrizioni precise), mentre Vettel adotta un layout virtuale molto più personalizzato, con molte informazioni mostrate contemporaneamente in modo all’apparenza confusionario e poco organizzato.
La personalizzazione del volante è un processo talmente fondamentale, però, che inizia ancor prima dei pulsanti o del display: perfino le maniglie in gomma con le quali il pilota afferra lo sterzo sono realizzate su misura, attraverso dei calchi in simil-gesso che i team realizzano sulle mani dei piloti durante il pre stagione, mentre la durezza delle palette posteriori e il feedback tattile dei pulsanti viene modificato ed adattato ad ogni pilota durante i primi weekend di gara di ogni campionato.

Display Sì, Display No

Questione che ai meno attenti potrebbe essere venuta in mente guardando l’immagine di copertina dell’articolo: perché tutte le monoposto moderne hanno il display integrato nel volante, mentre Williams lo àncora alla vettura? La risposta è molto più semplice di quanto si possa pensare: innanzitutto è una questione di costi. Dover produrre un solo display è più economico e semplice di doverne integrare uno su ogni nuovo volante (che può subire variazioni nel corso della stagione o che può semplicemente avere malfunzionamenti), dato che solitamente ogni pilota affronta una stagione con almeno tre volanti diversi a sua disposizione: un volante ufficiale, uno di riserva ed uno sperimentale, utile per testare nuove funzionalità e modifiche.
Secondariamente, tale soluzione permette una maggior leggerezza del volante stesso, aiutando -almeno teoricamente- nello sterzo i piloti che abbiano a che fare con una vettura con problemi di sovrasterzo e sottosterzo difficilmente risolvibili nel corto periodo.
Il lato negativo di questa scelta è che il display viene completamente oscurato dal volante stesso durante le curve, e ciò limita drasticamente le occasioni che il pilota ha per usufruire delle importantissime informazioni mostrate nel piccolo schermo.

Cosa c’è dietro?

Il retro dei volanti di Vettel e Raikkonen, compagni alla Ferrari nel 2018

Il volante di Formula 1 siamo abituati a vederlo da davanti, ma alcune delle più importanti funzioni sono poste sulla parte posteriore dello stesso. Per anni, infatti, tutte le scuderie si sono rifiutate di mostrare in pubblico il retro del proprio volante, evitando in ogni modo di far sapere come fosse organizzato e quali comandi vi fossero.
Oltre ai classici “paddle” per salire e scendere di marcia e ad alla leva della frizione, il retro dei volanti di Formula 1 nasconde infatti almeno due pulsanti “segreti, posizionati nella parte superiore della parte in gomma con cui si impugna lo sterzo: tali pulsanti non hanno un funzionamento ufficiale nè previsto, ma anzi il comando a loro collegato viene cambiato ed aggiustato ad ogni gara, a volte anche più volte all’interno dello stesso weekend di gara.
Alcuni piloti vi assegnano il comando di apertura dell’ala mobile (DRS), altri quello di erogazione di potenza (Overtake Mode), altri ancora possono impostarli come regolatori di differenziale in entrata o in uscita o, ancora, come regolatori delle informazioni presenti sul display.
Alcuni piloti poi (come Vettel nel 2018) possono richiedere l’installazione di una o più palette supplementari alle quali assegnare funzioni o comandi specifici: ancora una volta, la personalizzazione è la chiave di volta che rende ogni volante unico rispetto a tutti gli altri del paddock.

A che servono tutti quei pulsanti?

Dulcis in fundo, questa è probabilmente la più classica e popolare delle domande che chiunque si è posto guardando un volante di Formula 1.
Per capirlo, prendiamo ad esempio il volante Williams di questa stagione, che trovate come copertina dell’articolo) o nel tweet qui sotto.

Innanzitutto, possiamo dividere i pulsanti presenti su un volante di Formula 1 in tre categorie: pulsanti veri e propri (attivano/disattivano una funzionalità), rotelle di regolazione (presentano solitamente numeri da 1 a 10 in maniera progressiva) e manopole (normalmente poste nel centro del volante, di solito si riferiscono alle impostazioni più importanti della monoposto, quelle della Power Unit).

Andiamo dunque con ordine, da sinistra verso destra:
ENTRY (rotella): Modifica il differenziale all’entrata delle curve;
N/R: Seleziona la marcia Neutral (folle) o Reverse (retromarcia;
Meno: diminuisce il valore dell’impostazione mostrata a schermo
OK: Dà conferma di ricezione della comunicazione ai box;
BB-R: Aumenta il bilanciamento del freni verso il posteriore;
PC: Dà comunicazione ai box di effettuare una sosta al prossimo giro
TRQ (rotella): Modifica il valore della coppia della Power Unit;
Manopola Multifunzione (verde): varie impostazioni del chassis ed elettroniche;
Manopola MODE: Modalità di erogazione della Power Unit;
Manopola GO: Modalità del propulsore e dell’elettronica;
Manopola TYRE: tipo di pneumatico montato e fase di consumo;
Manopola Multifunzione (blu): varie impostazioni del chassis ed elettroniche;
HPP: Apre il Menù della Power Unit Mercedes;
BB F: Aumenta il bilanciamento del freni verso l’anteriore;
RAD: apre la comunicazione con il muretto dei box;
Più: aumenta il valore dell’impostazione mostrata a schermo;
LIM: attiva il limitatore per la corsia dei box;
B-Mig (rotella): Modifica come cambia il bilanciamento dei freni dall’anteriore al posteriore durante la frenata;
EXIT (rotella): Modifica il differenziale all’entrata delle curve.

Nell’immagine, poi, si può avere anche uno scorcio del quadro che mostra una delle tante schermata che il dispaly di bordo può avere:
PIT: segnala l’inserimento del Limitatore dei box
DAT: segnala l’attivazione della modalità di download di dati
N: Segnala la marcia inserita (neutral)
0: Indica il numero dei giri del motore (spento, in questo caso)
N13 Tyre Prime: il tipo di pneumatico montato al momento
BBal: impostazione del bilanciamento dei freni dall’anteriore al posteriore
BMig: impostazione corrente della migrazione del bilanciamento
TRQ: impostazione corrente della coppia
Diff Ent: impostazione corrente del differenziale in entrata
Diff Mid: impostazione corrente del differenziale all’apice della curva
Diff Exit: impostazione corrente del differenziale in uscita


Ovviamente, la configurazione sopra riportata rappresenta solo e soltanto Williams (senza tra l’altro sapere a quale dei due piloti fosse stato dato in uso il volante in foto): tutte le dieci scuderie del Circus hanno volanti anche molto diversi tra loro.

Adesso, però, avete tutti gli strumenti per poterli analizzare e capirne il funzionamento (o almeno provarci) la prossima volta che vedrete uno scorcio del volante del vostro pilota preferito.

Emanuele Breschi

Emanuele Breschi, Laureato in Comunicazione anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri. Appassionato da sempre di Formula 1 ed Esports, a volte insieme: tastiera, joypad, o volante, se ha tanti pulsanti e c'è competizione non riesco a staccarmi