Ti presento Felipe Drugovich: il nuovo campione di F2

Domenica scorsa si è ufficialmente chiuso anche il campionato di Formula 2 che quest’anno ha avuto un vero e proprio dominatore. Si tratta di un pilota “veterano” della categoria che ha avuto una parabola un po’ differente rispetto a quanto visto nelle stagioni precedenti. Scopriamo assieme chi è Felipe Drugovich.

Dalla terra dei campioni 

Felipe Drugovich è nato nel 2000 in Brasile, la patria natia di tre grandissimi campioni del mondo  e altri piloti di altissimo livello alla quale manca però da anni una stella, un punto di riferimento ad alto livello. Dopo anni in cui i talentini brasiliani non sono riusciti ad affermarsi nel mondo dei grandi (si vedano Nasr e Sette Câmara) un popolo intero crede in “Drugo”. Baby Drugovich passa dai kart alle monoposto quando ha appena 16 anni e gliene bastano altri due per cogliere il primo successo importante della carriera. Nel 2018 domina l’Euroformula Open con ben 16 podi su 16 gare dei quali 14 sono vittorie. Siamo ancora parecchie categorie sotto a quelle che contano ma è un segnale importante. 

Baby Felipe ai tempi in cui correva ancora con i go-kart

 

Si inizia a fare sul serio

L’anno 2019 vede il secondo salto importante della carriera di Felipe, dopo quello da kart a monoposto. Esordisce nel campionato di F3 e qui emergono le prime difficoltà. Pur risultando il migliore dei tre piloti del suo team (Carlin), in tutto l’anno colleziona un solo arrivo a punti (6^ in Ungheria). Ciononostante viene ingaggiato da MP Motorsport per la stagione 2020 di Formula 2! E qui si rivedono sprazzi del talento mostrato in Euroformula, tanto che già al primo weekend coglie la vittoria della sprint race. In tutto saranno due le sprint race vinte a cui si somma una vittoria nella “gara lunga” in Bahrain e un ulteriore podio. Durante la prima stagione di F2 emergono due problemi principali: l’assenza di costanza, con risultati sempre altalenanti, e alcune partenze deficitarie che compromettono il suo piano gara (Hungaroring, Silverstone, Monza per citarne alcune).

Pollice alzato per Drugovich, è sul podio al suo primo weekend di F2; Spielberg, 2020

 

Repetita iuvant? 

Prendendo i risultati della stagione 2021 verrebbe da rispondere “no” senza pensarci troppo. Nonostante un cambio di squadra (passa ad UNI-Virtuosi), Drugovich palesa nuovamente un’inesistente costanza di rendimento. Il risultato finale, rispetto al 2020, è migliore dal punto di vista del mero piazzamento in classifica (8^ anziché 9^) ma peggiore per punti e vittorie. Sale quattro volte sul podio, equamente ripartite tra secondo e terzo gradino. Al termine di questa stagione mediocre torna a correre per gli olandesi di MP Motorsport.

Drugovich con i colori di UNI-Virtuosi, team con cui ha affrontato il campionato di F2 nel 2021

Il trionfo

Il 2022 di Felipe Drugovich è semplicemente sensazionale. Sembra un altro pilota rispetto a quello delle due stagioni precedenti. 5 vittorie, 11 podi, 4 pole position e 4 giri veloci sono il bottino che lo conducono, a vele spiegate, fino alla conquista del titolo di campione di Formula 2. Ma soprattutto, trova finalmente la tanto agognata costanza: 24 volte a punti su 28 gare. Di queste ne conclude ben 20 in top5 o se preferite 22 in top6. Due volte si ritira, quindi a conti fatti giunge al traguardo fuori dai punti in sole 2 occasioni. Così facendo si aggiudica il campionato con un weekend di anticipo e diventa il primo brasiliano a vincere la F2, considerando anche le precedenti GP2 Series. 

La Dallara F2 2018 di MP Motorsport con cui Drugovich ha trionfato questa stagione

 

Nel dettaglio

Per avere un quadro più chiaro di questa stagione trionfale bisogna mettere in evidenza alcuni elementi non banali. Prima di tutto, Drugovich ha vinto e chi vince ha sempre ragione; anzi ha dominato la stagione se pensiamo che Pourchaire, secondo in classifica, ha chiuso a 101 punti dal brasiliano. Però bisogna anche tenere in considerazione che la concorrenza non è stata certo agguerrita come negli anni passati. Se Russel nel 2018 vinse il titolo davanti a Norris, Albon e De Vries, il buon Felipe Drugovich ha avuto la vita un filino più semplice. Innanzitutto era uno dei piloti più esperti del campionato, pensate che nella top10 della classifica finale ci sono ben 6 esordienti. Di questi il più atteso, Dennis Hauger (campione F3 nel 2021 e accreditato per le vittorie consecutive di F3 e F2) non ha rispettato le attese. L’altro protagonista annunciato, Théo Pourchaire, si è smarrito tra problemi tecnici ed errori di guida. Liam Lawson si è dimostrato un po’ acerbo ed incostante per agguantare il titolo. I più esperti Daruvala, Vips, Armstrong e Nissany (quest’ultimo autore di una stagione incommentabile) non sono mai stati in lotta mancando quello che, verosimilmente, era il loro ultimo treno per il mondo dei grandi. 

Felipe sventola fieramente la bandiera verde-oro del Brasile dopo essersi aggiudicato il campionato di F2; Monza, 2022

 

Quindi solo fortuna?

Beh sicuramente le circostanze sono state favorevoli a Drugovich, ma il brasiliano ha avuto il merito di sfruttarle a suo favore. Si è trovato ad avere una colossale chance in un periodo transitorio della categoria dopo gli uragani Charles, George e Oscar, in attesa dei giovanissimi Hauger, Hadjar, Maloney, Bearman o chi per loro, e non se l’è lasciata sfuggire. Nessuno degli altri piloti, che come lui avevano all’attivo già due stagioni intere di F2, ha concluso tra i migliori sei (il migliore è Daruvala 7^). Una componente di merito ed abilità c’è per forza, oltre ad una maturazione esponenziale. Aggiungiamo un tassello. Felipe ha corso con MP Motorsport che è un team sì esperto (presente in categoria dal 2013) ma che non era mai andato oltre al 6^ posto in classifica costruttori. Bene, Drugovich quasi  da solo (265 punti su 305), ha trascinato il team alla vittoria della classifica a squadre davanti a Carlin, ART e Prema tutte e tre già vincitrici di almeno un mondiale.

La presentazione di Drugovich come primo pilota della “Aston Martin Driver Academy”

 

Il futuro di “Drugo”?

Recentemente è entrato nell’orbita di Aston Martin diventando il primo pilota della loro Driver Academy, pilota di sviluppo e di riserva per la stagione 2023. Ha svolto le FP1 del GP di Abu Dhabi esordendo quindi su una monoposto di F1. Questa settimana è nuovamente al volante per i test riservati ai giovani piloti, che come da consuetudine si svolgono a Yas Marina subito dopo l’ultima gara dell’anno. Al momento non è stato annunciato come pilota titolare in nessuna categoria, ma ha sicuramente un ottimo biglietto da visita!

 

 

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Luca Innocenti, studente di Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’università di Pavia. Aspirante giornalista sportivo e appassionato di tutti gli sport, che si giochino con un pallone, una racchetta o un paio di sci non fa differenza. Se però serve un motore ancora meglio