“Rubens, it’s Jean…” – Austria 2002

“Rubens, it’s Jean…” – Austria 2002

Red Bull Ring. A molti, probabilmente, ricorda la Red Bull (vittoria nel 2019 e nel 2018, ritiro nel 2020, ecc.), ad altri ricorderà la ruotata di Verstappen a Leclerc, nel già citato sopra 2019. Ad altri invece, tornerà in mente la vittoria di Valtteri Bottas nel 2017.

Solo pochi, e quei pochi hanno la mia stima, penserano all’Austria come alla terra dei compagni di scuderia. No, non sto parlando di Bottas, ma di un’altro numero 2. Forse anche più numero 2 del finlandese. Il numero 2 in questione era brasiliano, e si chiamava Rubens Barrichello.

La gara avvenuta in Austria nel 2002 all’allora A1 Ring (identico al layout attuale solo che con i cordoli verde – bianchi), potremmo forse paragonarla a quella corsa in Russia nel 2018; in entrambi casi, il secondo pilota dchiarato della scuderia ha dovuto lasciar passare il compagno, nonché pluricampione del mondo. 

Andiamo con ordine. Il brasiliano parte fortissimo sin dalle qualifiche, conquistando la sua seconda pole stagionale (la prima l’aveva conquistata in occasione della gara di apertura, in Australia). Accanto a lui parte Ralf Schumacher, che relega il fratello maggiore ferrarista in terza posizione.

Tuttavia, le gioie della Williams non sono destinate a durare: infatti, alla partenza Ralf perde la posizione nei confronti di Michael, che conquista la seconda dietro a Barrichello. Le Ferrari cominciano a dettare il ritmo, e dopo 10 giri il distacco di Schumacher dal resto del gruppo è di 17 secondi: la F2002 è inarrestabile.

Nick Heidfeld, uscito miracolosamente intatto da un incidente che poteva costargli caro

Mentre dietro succede di tutto (entrano due Safety Car, una a causa della  rottura del motore di Olivier Panis sul rettilineo principale e l’altra per un incidente molto spettacolare tra Nick Heidfeld e Takuma Sato, fortunatamente senza conseguenze), ma davanti la situazione rimane quella: Barrichello davanti a Schumacher.

Tuttavia, negli ultimi giri Barrichello rallenta e, dopo l’ultima curva, lascia passare Schumacher, permettendogli di vincere il Gran Premio. L’eventualità di questo scambio era già stata discussa a tavolino prima della gara, e non è neanche la prima volta che avviene: l’anno prima, sempre a Spielberg, Barrichello si era visto costretto a cedere la seconda posizione a Schumacher per non far avvicinare troppo Coulthard (allora vincitore), in campionato.

“Dobbiamo guadagnare più punti possibile in campionato, e questa gara poteva essere fondamentale. Rubens vincerà tante altre gare”. Parole di Jean Todt, allora Team Principal Ferrari. Ragionamento sensato, considerato che era la sesta gara della stagione, però prima della gara Schumacher aveva già più di 20 punti (all’epoca vincendo una gara se ne guadagnavano 10) dal secondo in classifica, ovvero Montoya.

Sul podio, la coppia Ferrari è accolta dai fischi: il pubblico non ha gradito questo ultimo scambio, e Schumacher prova a rimediare consegnando a Barrichello il premio per il primo posto e facendo salire il brasiliano sul gradino più alto. Tuttavia, questa sceneggiata infrange la procedura prevista per la cerimonia sul podio, e la Ferrari verrà punita con una multa di 1 milione di dollari.

Nonostante  il polverone mediatico che si alzò dopo questa gara contro Maranello, la Ferrari e Schumacher non vennero puniti per il cambio dei piloti. Dall’anno successivo, però, vennero vietati gli ordini di scuderia, e il divieto rimase in vigore fino al 2011.

E anche oggi, il video con l’onboard, stavolta della F2002 all’A1 Ring. Un grazie di cuore a Iacopo De Luca per aver registrato il video con il volante e per aver di conseguenza fatto alzare notevolmente la qualità del video.

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Luca Martinelli, appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara, ma in particolare la Formula 1. Molto interessato alla storia di essa, scrivo articoli storici ma anche di analisi e/o confronto sulla Formula 1 attuale