Pneumatici 2019 anche nel 2020. Perché?

Le auto di Formula 1 sono sempre meglio progettate e più veloci di quelle dell’anno prima, stravolgimenti regolamentari a parte. Quello che dobbiamo sempre ricordarci, però, è che l’unico punto di aggancio all’asfalto che ogni auto ha è quello degli pneumatici. Insieme alle auto si evolvono regolarmente infatti anche gli pneumatici di Formula 1, ma non quest’anno: tutti i team hanno deciso all’unisono di usare gli pneumatici 2019 anche nel 2020. I motivi di questa decisione sono una conseguenza di problemi nati precedentemente. Nel 2018, infatti, l’intero circus lamentava un eccessivo degrado delle gomme e, nello specifico, troppo blistering dovuto al surriscaldamento degli pneumatici stessi. Pirelli fornì velocemente una risposta, portando degli pneumatici con il battistrada ridotto di 0,4mm che ridussero di molto il fenomeno. Questa decisone fu però molto criticata perché questa mescola avvantaggiava delle monoposto (come quella Mercedes) a svantaggio di altre (come quella Ferrari), quando in effetti le auto erano state progettate sulle gomme dal battistrada originale. Così la casa milanese, inizialmente vogliosa di utilizzare queste gomme per il resto della stagione (dal GP di Spagna in poi), scelse di utilizzarle solo in alcune piste, quelle in cui riteneva l’asfalto più abrasivo.

 

Rimandò cosi l’utilizzo continuato delle gomme dal battistrada ridotto al 2019, anno in cui fornì comunque altre novità. La nuova gomma portò così un grip maggiore ed una diversa finestra di utilizzo.

La finestra di utilizzo degli pneumatici di Formula 1 è l’intervallo di temperatura nel quale la gomma lavora in modo ottimale, donando il giusto grip e consumandosi in maniera omogenea e non eccessiva.

La finestra delle nuove gomme risulta più alta di quelle del 2018, permettendo agli pneumatici di raggiungere temperature maggiori senza correre il rischio di blistering e consumo eccessivo. Quando si parla di soluzioni tecniche così all’avanguardia, però, è facile che risolto un problema se ne crei un altro. Quindi le Pirelli 2019 presentano ora il problema inverso: la finestra di utilizzo è di molto più alta ma di poco più ampia di quelle 2018. Così risulta problematico sia far entrare in temperatura le gomme, sia mantenere le stesse gomme in temperatura. Questo problema non è da sottovalutare in quanto può essere molto casuale. Alcune auto hanno ne risentito maggiormente. Un esempio è sicuramente la Haas, che quest’anno ha sfornato la sua auto certa di raggiungere grandi risultati in un’ascesa che sembrava fin troppo lineare, ma che è incappata subito in questi problemi di temperatura gomme. Il grosso potenziale dell’auto l’hanno dimostrato, ad esempio nelle qualifiche del gran premio d’Austria (Mag P5), ma furono questi i casi sporadici invece del contrario. Spesso abbiamo visto una delle Haas che scalava una posizione dopo l’altra mentre l’altra ne perdeva altrettante, il tutto per vedere poi la situazione inversa nel secondo stint. Questo evidenzia la delicatezza del problema, sul quale influiscono piccolissimi fattori poi difficili da rimediare. Pirelli si è così concentrata su ciò e ha creato gli pneumatici 2020 che presentano un’enorme finestra di utilizzo. Permetterebbero ai piloti, agli ingegneri e ai muretti di lavorare piu tranquillamente sulla velocità e sul degrado curando meno le temperature (anche nei setup). Le gomme 2020 non sono piaciute praticamente a nessuno perché per ottenere quel range di utilizzo così ampio si è dovuti arrivare ad un brutto compromesso: l’esagerato minor grip. Questo è il fattore che ha convinto poco tutti, sin dal primo test.

 

Pare che le squadre e soprattutto i piloti siano disposti a lavorare in una finestra di utilizzo minore pur di avere quel grip in più. Inoltre accettare questi nuovi pneumatici sarebbe stato un problema per lo sviluppo delle vetture, in quanto le stesse sono in fase di progettazione già da mesi e un distacco così grande rispetto al passato avrebbe richiesto degli enormi lavori di riadattamento. 

Consapevoli che le gomme saranno le stesse, quindi, la prossima stagione saremo in grado di quantificare il lavoro svolto da ogni team. Potremo capire chi ha lavorato meglio essendo anche i regolamenti quasi identici rispetto a quelli della stagione appena conclusa (Regolamento 2020: cosa cambia?). Nella prossima stagione i dati sugli pneumatici non si limiteranno ad i test pre stagionali in quanto ogni team ha un’infinità di dati raccolti durante tutta la passata stagione. Ognuno si presenterà in pista piu sicuro che mai e ciò renderà il tutto ancora più interessante.

Ultimi articoli

Le pagelle di Alberto D’Agostino: Gran Premio di Singapore 2022

Abbiamo appena assistito ad un folle weekend nella città-Stato...

Slick o wet? Ci pensa Leclerc! Le qualifiche del GP di Singapore

Charles Leclerc conquista la sua nona pole position del...

Williams FW14

Quando si parla di F1 si parla di una...

Che fine hanno fatto? Christian Lundgaard

Non tutti i talentuosi giovani che arrivano a sfiorare...
1,606FansLike
18,681FollowersFollow
0FollowersFollow
615FollowersFollow
Iacopo De Luca, studente universitario di Psicologia che ama le auto da quando ne ha vista una per la prima volta. Non è mai stanco di guidare e di sentire il suono di un motore, scrive anche delle canzoni con la sua chitarra.