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E’ ufficiale: Vettel lascia la Ferrari al termine del 2020

Sebastian Vettel non rinnoverà, lascerà la Ferrari al termine del 2020, adesso è ufficiale. Si vociferava già da qualche giorno che le trattative per il rinnovo del tedesco non procedessero spedite verso il rinnovo. Stamattina è arrivato il comunicato ufficiale della Scuderia Ferrari che annuncia, quindi, che le parti si separeranno al termine di questa stagione.

La decisione sembra sia stata presa per non aver trovato un accordo sulla durata del contratto. Pare che Seb volesse un contratto di almeno due anni, e Ferrari sia arrivata al massimo ad uno più opzione per il secondo. Una vera bomba di mercato quindi, un posto libero alla Ferrari che fa gola un po’ a tutti, a Maranello si può dire che abbiano quasi l’imbarazzo della scelta. Nonostante ciò, è chiaro che il Cavallino punterà forte su Charles Leclerc, dunque la scelta del compagno andrà ben ponderata. Le tre alternative più probabili sembrano essere Ricciardo, Sainz e Giovinazzi.

Anche il futuro di Seb è incerto. Infatti, come già dicemmo in un articolo precedente, non rinnovare potrebbe rappresentare il suo addio alla F1. E’ difficile immaginare Vettel che firma per un team che non sia in top 3. Potrebbe essere percorribile l’ipotesi di un cambio di categoria, salvo altri enormi colpi di scena. Per ora è certo che Vettel non vestirà di rosso nel 2021 (almeno in F1), e sarà comunque una perdita importante. La Ferrari perde un quattro volte campione del mondo, che ha il suo fascino. La F1 rischia di perdere una personalità positiva e un grande pilota, ed è quello che sicuramente non si augurano gli appassionati di questo sport. In attesa di novità, non resta quindi che augurare il meglio al tedesco più italiano di tutti affinchè possa disputare una grande stagione, e possa proseguire la sua carriera in pista!

Nel 2021 minor Downforce dal fondo vettura

L’emergenza covid-19 ha costretto la F1 a rimandare il grosso cambio di regolamenti previsti per il 2021 all’anno successivo. Il motivo di questa scelta è ovviamente legato ai costi di sviluppo che, a causa della crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria globale, non possono essere ben sostenuti da tutti i team. A tal proposito infatti la FIA ha rimandato tutte le modifiche regolamentari tecniche al 2022, introducendo però già dalla stagione 2021 il budget cap (tetto massimo di spesa sostenibile dai team). Nonostante il budget ristretto, i tecnici credono che gli ingegneri della varie squadre saranno in grado di estrapolare molto più potenziale dalle monoposto rispetto alla stagione passata. Si crede che le monoposto possano risultare più veloci di 3 secondi rispetto a quelle del 2019. Questa non può che essere una buona notizia, però sorge un problema: gli pneumatici.

 

Già nella stagione 2020 le squadre sono state costrette ad utilizzare le gomme offerte da Pirelli nel 2019 (qui il perchè); gli stessi pneumatici dovranno essere utilizzati anche nel 2021, data l’enorme diversità di progetto riguardante le gomme ora 2022 (che si prevede giaceranno su cerchi da 18”). Così la stessa Pirelli ha paura che la grande differenza di velocità delle monoposto possa sottoporre gli pneumatici 2019 a troppo stress, costringendo i piloti in gara ad adottare uno stile di guida troppo conservativo. Data questa previsione la FIA ha deciso di ridurre del 10% il livello possibile di downforce generato dal fondo delle vetture 2021. La decisione di riguardare la parte bassa delle monoposto, e non le ali, permette di non ridurre eccessivamente il drag e di non incrementare la difficoltà di sorpasso tra le vetture.

Una domanda sorge spontanea: per chi sarà più scomoda questa soluzione? Lo scopriremo solo vivendo.

Quanto ci manchi!

La quarantena ha fermato tutto lo sport nel mondo (tranne in Bielorussia, ove il lungimirante premier ha affermato che il virus si combatte con sauna e vodka); tralasciando questi piccoli dettagli, ciò che, a nostro malincuore, tange davvero le nostre vite è lo stop prolungato (si spera non definitivo) del Motorsport.  La gomma dei pneumatici non si scalda più e gli unici grafici che stiamo analizzando non sono più quelli della loro usura ma quelli dei contagi/guariti. Ed è proprio ora che ci rendiamo conto che quello che chiamiamo passatempo, in realtà valichi  il significato stesso del termine.

L’attesa spasmodica dell’inizio del weekend (già, noi siamo quelli che guardano anche le prove libere attaccati allo schermo), è stata sostituita dalla voglia di vedere i tempi di chiusura fino alla ripartenza non dilatarsi; quell’attesa che non diventava neanche un filo più pesante quando si correva in località con  orari assurdi, e qui subito ci viene in mente l’Australia: già, l’Australia, il primo gran Prix dell’anno, quello che arriva dopo un’interminabile attesa  di tre mesi e mezzo e che quest’anno (oltre ad essere stata una gran figuraccia targata FIA-Liberty Media) è stata un’illusione bella e buona, che ci ha lasciati da una parte con l’incredulità per il fatto che si sia deciso prima di far muovere un organismo così grande e complesso come quello della F1 per poi rendersi conto della realtà dei fatti, con tanto di mega-assembramenti di gente incredula rispedita a casa, e dall’altra la sensazione di consapevolezza del fatto che saremmo rimasti senza velocità per un bel po’.

 

Quanto ci manca quell’ansia ‘da prima curva’ , quando pure le Williams hanno ancora una speranza di sorpasso (che poi abbandoneranno qualche decine di metri più in là)… Quanto  ci mancano quei sorpassi al limite che sembrano sempre nuovi e mai prevedibili, quegl’incidenti spaventosi che a volte si portano via più di quanto dovrebbero… Quanto ci mancano le polemiche contro le decisioni dei commissari, quegli sguardi nel retro podio laconici al livello massimo, che avrebbero portato poi indubbiamente a chiacchiere da bar.Ci mancano addirittura le strategie sbagliate dal muretto Ferrari con annesse imprecazioni successive.
È senz’altro doloroso accettare il fatto che prima o poi, quando si deciderà di tornare a correre, ciò non vorrà dire tornare alla normalità, perché anche nelle migliori delle ipotesi (e qui non si parla in particolare di Formula Uno o di sport, bensì della vita di tutti i giorni) il modus vivendi di tutti noi sarà drasticamente non peggiore, ma diverso. Ciò che sicuramente sarà peggiore saranno proprio i Gran Prix (almeno i primi): senza pubblico, se non protagonista, elemento essenziale di qualsiasi sport, e senza il quale tutto risulterà indubbiamente più triste, però piuttosto che non goderne nemmeno attraverso una cassa, non sarà un sacrificio vano non ascoltare a pochi metri di distanza i motori ibridi delle monoposto. E quegli amici che dicono ‘ma che fai, non esci per vedere delle auto che girano?’ Beh, sì, è proprio così, e non sapete quanto ci mancano.

 

Cosa aspettarsi da F1 2020

Con un post a sorpresa sui propri canali social Codemasters ha annunciato ufficialmente la data di lancio del nuovo videogioco “F1 2020” fissandola al 10 luglio di quest’anno. Il trailer che accompagnava la notizia ci ha subito dato la possibilità di venire a conoscenza (senza entrare nel dettaglio) delle novità che il videogame introdurrà nel suo prossimo capitolo. Abbiamo deciso quindi di prendere tutte queste informazioni e pensare cosa potremmo aspettarci da questa nuova avventura.

Combatti con il TUO Team

E’ probabilmente la novità più interessante e attesa dai fan: nel nuovo videogioco sarà possibile creare, gestire e gareggiare con un proprio team in una modalità tutta nuova che si affiancherà alla più apprezzata modalità carriera. Codemasters ha anche promesso una maggiore flessibilità nella lunghezza della stagione lasciando al giocatore la possibilità di scegliere se farla lunga come prevista in origine (22 gare) o se più corta da 10/16 gare. Siamo davvero curiosi di conoscere maggiori dettagli su questo interessantissimo nuovo aspetto del videogioco: Potremmo scegliere la forma della vettura? Il suo design? La sua motorizzazione? Tutte domande che solo il tempo saprà risponderci

 

Schermo condiviso e più impostazioni

Le altre novità degne di nota sono da ricercarsi nella re-introduzione dello schermo condiviso. Con F1 2020 sarà possibile giocare sullo stesso televisore e sulla stessa console con più di una persona; preparatevi quindi ad affrontare amici e familiari in locale. Per rendere il tutto più speciale e realistico saranno messe a disposizioni anche maggiori impostazioni nella scheda “aiuti” permettendo ai giocatori di scegliere un settaggio il più personalizzato possibile per la propria esperienza di guida sulle vetture di F1 e F2. 

Michael Schumacher Deluxe Edition

Se nella scorsa stagione era presente la “Legend Edition” quest’anno sarà possibile prenotare e giocare con tre giorni d’anticipo la “Michael Schumacher Deluxe Edition” che prevederà di festeggiare i 70 anni della F1 omaggiando uno dei più grandi piloti di sempre. L’edizione speciale dedicata al Kaiser prevederà quattro vetture storiche della sua carriera:

  • 1991: Jordan191 
  • 1994: Benetton B194 
  • 1995: Benetton B195 
  • 2000: Ferrari F1-2000

Ma non finisce qui; i giocatori che compreranno questa speciale versione del gioco potranno usufruire anche di ulteriori contenuti esclusivi, come più possibilità di scelte nel design delle vetture e con esclusive celebrazioni sul podio… magari il “Shoey”

Vi lasciamo ora con il post relativo all’annuncio del nuovo gioco ufficiale di F1 2020

Le 10 migliori citazioni di Stirling Moss

Il 12 aprile 2020 è venuto a mancare Stirling Moss.

Abbiamo deciso di onorare la memoria del pilota più forte di sempre a non aver mai vinto un mondiale (secondo molti), di un uomo d’altri tempi, di uno dei massimi esponenti della prima età della Formula 1, portandovi le sue 10 migliori citazioni.

Buona lettura.

1.

“Se Dio voleva che camminassimo, perché ci ha dato dei piedi che si adattano benissimo ai pedali dell’auto?”

2.

“Ci sono due cose che l’uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l’amore.”

3.

“È necessario rilassare i muscoli ogni tanto, ma rilassare il cervello potrebbe essere fatale.”

 

4.

“I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve.”

5.

“Per raggiungere qualche risultato in questo sport, bisogna essere preparati a sguazzare ai limiti del disastro.”

6.

“È meglio entrare lenti in una curva ed uscire veloci piuttosto che entrare veloci ed uscire morti.”

7.

“È difficile guidare ai limiti , ma è ancora più difficile riconoscerli.”

 

8.

“Sono così competitivo che ti sfiderei in una gara a piedi fino alla fine della via. Amo la scarica d’adrenalina.”

9.

“Per alcune persone, il poter dire ‘sono stato Campione del Mondo” è ciò che conta, ma per me non è così. Ciò che mi importava era battere Fangio, perché Fangio era il migliore al mondo.”

10.

“Il pericolo è un ingrediente necessario delle corse. Se cucini, hai bisogno del sale. Puoi cucinare senza sale, ma non avrebbe lo stesso gusto. È la stessa cosa se prendiamo il Motorsport ed il pericolo, almeno per me.”

 

Ferrari, Vettel rinnova? Pro e Contro

Il mondiale di F1 è ancora in attesa di partire, causa coronavirus, e le vetture rimarranno ferme almeno fino a giugno. Nonostante non ci siano azioni in pista da commentare, ci sono questioni politiche, regolamentari e mercato di cui discutere. L’indiscrezione più importante delle ultime ore riguarda la Ferrari: pare che sia stato proposto un rinnovo di contratto a Sebastian Vettel. Il rinnovo di Vettel sembrerebbe essere per una sola stagione a cifre molto più basse di quelle attuali. A Maranello hanno sempre indicato Seb come prima scelta, e questa ne è la dimostrazione. I problemi sorgono per Vettel, per la sua posizione all’interno del team, che con la stagione di Leclerc è stata messa in discussione. La situazione ha le sue complessità, proviamo ad analizzarle e capire quali potrebbero essere pro e contro di questa operazione.

Pro:
Sebastian Vettel è un pilota di caratura mondiale, quattro titoli e tante vittorie parlano per lui. Per Ferrari sarebbe importante avere un campione del mondo in girglia. Vettel compirà 33 anni a luglio, ha una grandissima esperienza avendo debuttato a soli 20 anni. L’età che avanza potrebbe essere un altro punto a favore: Vettel vuole lasciare il segno con la Ferrari, e non avendo molto tempo ancora, sicuramente sarebbe più determinato ed arrembante. Per quanto riguarda la pista, il tedesco è tra i migliori nella lettura delle gare ed è un ottimo stratega, oltre ad essere un pilota veloce. E’ vero, ha commesso brutti errori negli ultimi due anni, causati dal dover spingere la macchina sempre al massimo per competere con la Mercedes. In sostanza, tenere Vettel sarebbe una scelta logica e giusta, al momento la migliore, vista l’assenza di alternative veramente interessanti.

Contro:
Ferrari non ha mai amato mettere due galli in un pollaio, e se all’inizio dell’anno scorso potevano “contenere” Leclerc, adesso risulta impossibile. Il rinnovo fino al 2024 del monegasco è un chiaro segno di come il team punti su di lui per il futuro. Risulta ovvio che la Rossa scelga il più giovane dei due, Vettel difficilmente accetterebbe un ruolo di secondo pilota, vista la sua fame di vittoria. La scelta di un pilota che accetterebbe un ruolo di scudiero, in questo senso, sarebbe quindi giusta. Seb ha dimostrato anche di subire la velocità del suo compagno di squadra, e questo l’ha portato a reiterare errori anche nel 2019. Se il tedesco non riesce a ritrovarsi definitivamente, forse è meglio lasciare che vada e puntare su forze fresche, disposte a porre la Ferrari al di sopra dei loro interessi.

In favore di Vettel gioca sicuramente il suo amore per la Rossa, il suo prestigio e la sua voglia di vincere, ma per ogni pro c’è un contro. La difficile convivenza col futuro uomo di punta Ferrari Charles Leclerc, l’eccessiva pressione che lo ha portato a compiere qualche errore di troppo, e l’età che rischia di fargli predere brillantezza, potrebbero portare la Ferrari a virare su altro qualora il tedesco dovesse fare muro. Insomma, sono attesi ulteriori sviluppi, che saremo pronti a raccontarvi. Con la speranza di poter tornare il prima possibile a parlare anche, e soprattutto, di quello che succede in pista.