Nuvolari a casa loro: una leggenda al Nürburgring

Nuvolari a casa loro: una leggenda al Nürburgring

 

Per il ritorno della Formula 1 al Nürburgring, riviviamo insieme un momento che in pochi conoscono, ma che è considerata una delle più grandi imprese di Tazio Nuvolari

Questa Domenica la Formula 1 torna dopo 7 anni a correre in un circuito storico come il Nürburgring. Chiunque segua le vicende del Circus da un po’ di tempo si ricorda perfettamente delle incredibili gare dei primi anni 2000, le “gufate” di Gianfranco Mazzoni in quel pazzo Gran Premio del 1999, o quella gara pazza sotto una pioggia battente del 2007. 

Tuttavia, il circuito dove si correrà Domenica non è l’unico Nürburgring mai esistito. Infatti, accanto all’attuale circuito (moderno e molto più sicuro), esiste ancora un tracciato di 20 km con 73 curve, conosciuto dagli addetti ai lavori con l’inquietante nomignolo di “inferno verde”.

Questo soprannome se lo è guadagnato mietendo numerosissime vittime, tra cui per un pelo non è rientrato anche Niki Lauda, nel suo tremendo incidente del 1976.

Bisogna però andare molto più indietro, fino al 1935, per trovare una gara che può essere tranquillamente considerata come una leggenda, nella storia del Motorsport.

La leggenda di cui parliamo prende piede il 28 Luglio 1935, durante l’ottavo appuntamento del campionato europeo di automobilismo.

Gli incentivi statali di Hitler nei confronti delle case automobilistiche tedesche hanno funzionato: infatti, le scorse gare sono state vinte da Mercedes (6) e Auto Union (1), entrambe tedesche. Ma è ovvio che entrambe le case vogliono a tutti i costi la vittoria nella gara al Nürburgring, circuito di casa loro.

Nello schieramento, i tedeschi hanno fatto le cose in grande: alcuni tra i più importanti personaggi di stato sono presenti in tribuna, e la Mercedes porta le sue migliori auto. I pronostici vanno dall’Auto Union alla Mercedes.

Nessuno considera delle auto rosse (colore che simboleggiava l’Italia) che stanno in mezzo allo schieramento; le Alfa Romeo, al volente di una delle quali c’è un certo Tazio Nuvolari. Molti però lo considerano un campione finito.

Nuvolari è sicuro della sua vittoria, così come i suoi meccanici; il Nürburgring è uno di quei circuiti dove può essere il pilota a fare la differenza. 

Così è, infatti. Le Mercedes si dimostrano subito molto veloci, staccando di diversi secondi le Auto Union. Ma Nuvolari le tallona, le sorpassa e si mette a dettare il passo di una trentina di secondi. Tazio controlla la gara con l’esperienza accumulata in tanti anni a questa parte, e gestisce il distacco. Il pubblico tedesco e la Mercedes non ci vogliono credere.

Ma poi, accadde il fattaccio. In un rifornimento ai box, si rompe la pompa della benzina dell’alfa. I meccanici devono ricorrere all’imbuto per rifornire l’auto. Nuvolari rimane fermo ai box per un minuto, per questo imprevisto; la corsa sembra ormai persa.

Tuttavia, Nuvolari rientra in pista e si mette a spingere come un pazzo, ma sta pur sempre lottando con delle Mercedes. In ogni caso, mentre il pubblico tedesco si esalta ogni volta che la mercedes passa sul rettilineo del traguardo, Nuvolari recupera altri secondi nei confronti delle frecce d’argento. 

All’inizio dell’ultimo giro, in testa c’è la Mercedes di Manfred Von Brauchitsch, che però non ha voluto cambiare le gomme. Nuvolari è abbastanza lontano. Il pubblico tedesco non aspetta altro che vedere transitare per l’ultima volta sul traguardo il pilota di casa. Due soldati sono pronti a issare il vessillo della croce uncinata e il disco dell’inno tedesco, Das Lied der Deutschen, è pronto per essere trasmesso.

Ma all’improvviso, nel rettilineo, il colore dell’auto che spunta in fondo non è l’argento tedesco; è il rosso italiano. É Nuvolari, che ha compiuto un’impresa leggendaria. Il pubblico lo acclama sportivamente, e per l’Italia quel giorno è una festa.

Si narra che questa gara tenne Hitler sveglio per diverse notti, non capacitandosi come avesse fatto quell’italiano a vincere contro le sue vetture a casa sua. 

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Mi chiamo Luca Martinelli e sono appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara. Tuttavia, la mia categoria preferita resterà per sempre la Formula 1. Sono molto appassionato di questa categoria e in particolare di come abbia fatto, negli anni, a diventare la classe regina dell'intero panorama motoristico.