Monza, 1988: in ricordo del Drake

Monza, 1988: in ricordo del Drake

Di Luca Martinelli

Allora, chiariamo una cosa: non credo in Dio. Non ho mai veramente creduto, per varie ragioni che a voi non interessano. Tuttavia, delle volte anche a un non credente come me viene da pensare che un qualcuno, lassù, pianifichi il corso degli eventi, a causa del loro susseguirsi quasi hollywoodiano, anzi; a volte gli eventi sono così straordinari che viene da chiedersi se un regista sia in grado di inventare tutto ciò per un suo film.

La storia di oggi non inizia in pista, nè ai box di una scuderia, né tantomeno in uno studio televisivo. La storia di oggi inizia in una casa di Modena, il 14 agosto 1988. In questa casa, si è spento uno degli uomini più importanti nella centenaria storia italiana; un uomo che non era un politico, che si dedicava solo alla sua passione, ma che per me non può non essere inserito in un qualsiasi libro che tratta la storia dell nostro paese. Sto parlando, ovviamente, di Enzo Ferrari.

Come da sua volontà, la notizia della morte di Ferrari fu annunciata solamente a funerali avvenuti, e comparve sulle prime pagine dei giornali il 17 agosto 1988. La sua scuderia, in realtà, erano anni che andava avanti per conto proprio sotto la guida della FIAT, ma per tantissimi fu comunque un addio molto doloroso. Tutti, in Ferrari, erano decisi: bisognava ricordare il Drake come meritava, dedicandogli una vittoria; a tal proposito, c’era però un problema…

Quell’anno, fino ad allora, tutte le gare erano state vinte dalla Mclaren MP4/4 con la coppia Alain Prost/Ayrton Senna. Quella macchina sembrava imbattibile, in Ungheria aveva dato 30 secondi di distacco al terzo in classifica, in Francia aveva addirittura doppiato tutti meno la Ferrari di Alboreto.

E così fu anche alla prima gara dopo la morte di Ferrari, a Spa: Senna vinse davanti a Prost, con un distacco di più di un minuto dal terzo in classifica, la March di Ivan Capelli. Ma a Monza, a Monza accadero cose…

Domenica 11 Settembre 1988, la griglia di partenza prevede la solita storia: Senna primo davanti a Prost, con la Ferrari di Gerhard Berger e quella di Michele Alboreto subito dietro. La gara inizia senza troppe novità: Senna prende il comando davanti a Prost, e conducono la gara. Le Mclaren fanno il vuoto, un po’ come le Mercedes fino all’anno scorso. Tutto normale, fino al 35° giro: Prost si ferma per un problema al motore.

In 11 gare fin ora disputate nel corso della stagione, questa è la prima volta che una Mclaren si ferma per problemi al motore. Era accaduto solo un’altra volta durante la stagione che una vettura di Woking si fermasse per problemi di carattere tecnico, a Silverstone, sempre con Prost. Ma anche quella volta, erano più che altro problemi di assetto.

Un boato si sprigiona dalle tribune monzesi quando il francese si ritira; la classifica si aggiorna: primo Senna, secondo Berger e terzo Alboreto. Due Ferrari sul podio, non accadeva dal gran premio d’Australia 1987.

Il pubblico è in delirio, ma non finisce qui: giro 49 su 51, Ayrton Senna si accinge a doppiare per la seconda volta la Williams di Jean – Louis Schlesser. Il francese blocca le ruote e va lungo, e Senna lo passa all’interno. Tuttavia, un errore di valutazione da parte del brasiliano causa una collisione tra la Williams e la Mclaren, che fa andare in testacoda quest’ultima e la fa fermare sopra a un cordolo (all’epoca i cordoli erano piuttosto alti). 

I commissari provano a soccorrere il brasiliano, ma c’è poco da fare: la sua auto non si muove, e la gara di Senna finisce qui. Berger quindi, sulla Ferrari, si ritrova in prima posizione davanti ad Alboreto. Le Ferrari tagliano il traguardo prima e seconda, davanti alla Arrows di Eddie Cheever; la festa può iniziare. 

Ma è una festa solenne, in ricordo e in onore di Enzo Ferrari, uno degli uomini più importanti della storia della Formula 1; colui che comandava tutto e tutti senza muoversi da Modena (o almeno, così avvenne negli ultimi anni), e che ha donato all’Italia un qualcosa di cui essere fieri. Quella di Monza fu l’unica gara di quell’annno a non essere vinta dalla Mclaren. Il caso, a volte… o forse qualcos’altro? Chi lo sa.

“Quando le mie macchine vincono solcando il traguardo, mi assale un tremendo orgoglio nell’essere italiano”

Enzo Ferrari
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Luca Martinelli, appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara, ma in particolare la Formula 1. Molto interessato alla storia di essa, scrivo articoli storici ma anche di analisi e/o confronto sulla Formula 1 attuale