Mondiale al cardiopalma: storie di campionati vinti all’ultima gara. Pt.1

Mondiale al cardiopalma: storie di campionati vinti all’ultima gara. Pt.1

Di campionati in cui il Mondiale è stato vinto all’ultima gara ne è pieno il mondo della Formula 1. Tuttavia, non bisogna necessariamente andare indietro ai primi anni della Formula 1 per ritrovare ciò. Difatti, nei primi tre decenni della storia del Circus, dal 1920 fino al 1950, i campionati vennero assegnati con largo anticipo. Ripercorriamo, quindi, i primi 5 mondiali vinti all’ultimo nei primi 30 anni della Formula 1.

1950: Farina beffa Fangio.

Si tratta del primo campionato del mondo per vetture di Formula 1, organizzato dalla Federazione Internazionale dell’Automobile. I punti venivano assegnati solo in 6 dei 24 GP europei in calendario. In un secondo momento venne aggiunta la 500 Miglia di Indianapolis; se da un lato gli americani non corsero i Gp europei, gli europei non parteciparono alla 500 Miglia. Erano mondi con mentalità motoristiche e sportive ancora troppo diverse per trovare un punto di incontro. La 500 Miglia fu tolta dal campionato solo dieci anni dopo.
L’Alfa Romeo schierò Juan Manuel Fangio, Nino Farina e Pietro Taruffi alla guida della 158, denominata ‘Alfetta’. Fangio era in una forma mentale e fisica ottima, vinse le due gare iniziali ma il mondiale si decise all’ultimo, sull’autodromo di Monza.

I punti assegnati nel campionato erano 8 per il primo, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al secondo e c’era la possibilità del punto per il giro veloce, come oggi.
A Monza la distanza fra Fangio e Farina era di 4 punti. Fangio partì in pole, Farina in terza posizione. Al 24° giro, però, Fangio è costretto al ritiro per problemi al cambio. Il suo compagno Pietro Taruffi cede con grande sportività la propria Alfa 158 a Fangio per permettergli di andare a prendersi il mondiale (immaginate se Hamilton chiedesse a Bottas di cedere l’auto all’ultimo GP: oltraggio!) ma il tentativo non basta. Anche la seconda Alfa 158 ha problemi e cede dopo 10 giri, consegnando il Mondiale all’italiano Farina.

 

 

 

1959: Jack Brabham spinge l’auto verso il Titolo Mondiale.

L’ultima gara del campionato di Formula 1 1959 venne disputata sul circuito americano di Sebring. Erano in tre ancora a potersi laureare campioni del mondo: Stirling Moss, Jack Brabham e Tony Brooks, i primi due alla guida della Cooper T51, il terzo sulla Ferrari 126.
In quel mondiale, il pilota-costruttore Bruce McLaren definì il record per pilota più giovane a vincere un Gran Premio, all’età di 22 anni e 104 giorni. Tale record verrà poi superato da Alonso nel GP d’Ungheria del 2003, quando lo Spagnolo vinse all’età di 22 anni e 26 giorni.

All’ultimo giro, Brabham conduceva la gara senza alcun tipo di problema e sentiva ormai in pungo il mondiale. Poco prima del traguardo, ecco la tragedia: finisce il carburante della sua monoposto ed egli è costretto a spingere quest’ultima oltre il traguardo, classificandosi quarto a 5.9 secondi dal primo posto e a solo un decimo dal quinto. Brabham vinse il mondiale per 4 punti a discapito di Tony Brooks e 5,5 su Moss.

Qui il link al video dell’impresa… Quanto era bella la Formula 1 delle origini?

1964: Surtees vince il campionato piloti e consegna il secondo mondiale costruttori alla Ferrari.

La stagione del 1964 fu contesa fra tre piloti: Surtees alla guida della Ferrari 158, Clark alla guida della Lotus e Hill alla guida della BRM P60. In quella stagione, non venivano considerati tutti i punteggi guadagnati dai piloti ma solo i migliori 6 piazzamenti ottenuti nei 10 GP disputati.
Ogni cosa fu decisa nella gara finale disputata in Messico sull’Autodromo ‘Hermanos Rodriguez’: davvero una gara pazza quella del 1964. Hill collide con il compagno di squadra di Surtees, Baldini, ritrovandosi fuori dai giochi avendo accumulato 2 giri di distacco dalla testa della corsa. Hill ebbe noie motoristiche con perdite d’olio, che lo portarono al ritiro un giro prima della conclusione del Gran Premio. Surtees si trovava terzo e in quella posizione non avrebbe vinto il Mondiale. Baldini era secondo, con una chiamata dal muretto gli fu comunicato di far passare Surtees (e ricordiamo ancora una volta Sochi del 2018), che vince per un solo punto il campionato a discapito di Hill che validò solamente 39 punti sui 41 ottenuti mentre Surtees ne totalizzò 40 su 40 potenziali. Bella beffa…

 

 

1976: Lauda vs Hunt.

Bisogna attendere 12 anni prima di un nuovo mondiale vinto all’ultimo. ‘Rush’ è un film entrato nell’immaginario collettivo. Il campionato 1976 è stato il 27° in ordine cronologico ad assegnare il mondiale piloti ed è caratterizzato dall’incidente, al Nurburgring, che ha segnato la carriera di Niki Lauda. Quest’ultimo fu portato in elicottero all’ospedale in condizioni estremamente critiche: la gara fu interrotta e riprese soltanto dopo qualche ora, con James Hunt che vinse sulla McLaren-Ford Cosworth M23.

Lauda tornò il prima possibile alle corse per cercare di riagguantare il mondiale che fino a quel momento aveva stretto nelle proprie mani. All’ultima gara Hunt partiva in pole, Lauda decimo. Anche in questo caso le condizioni climatiche erano avverse. Lauda decise di ritirarsi al quarto giro perché non era possibile gareggiare in quelle condizioni secondo il suo parere. A Hunt bastava arrivare quarto per vincere il mondiale ma dovevano essere percorsi tutti i giri affinché fossero assegnati tutti i punti. A quattro giri dal termine, Hunt passò da 1° a 5° a causa di una foratura. Negli ultimi giri egli recuperò, superando Jones e Regazzoni e ritrovandosi terzo: fu il suo primo ed unico titolo mondiale.

1981: Piquet entra nell’albo d’oro.

Per la prima volta il campionato è denominato “FIA Formula 1 World Championship”, così anche il titolo piloti divenne “FIA Formula 1 World Championship for Drivers” e quello per i costruttori “FIA Formula 1 World Championship for Constructors”, così come li conosciamo oggi.
Per la prima volta, fu siglato il Patto della Concordia dopo lunghe diatribe fra le Federazioni automobilistiche presenti. Anche in questo campionato si dovevano scegliere i migliori undici punteggi sulle 15 gare disputate. Venne mantenuto il sistema di attribuzione dei punti degli anni precedenti che assegnava 9 punti al primo, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto.

Prima dell’ultima gara della stagione, ancora tre piloti potevano aggiudicarsi il titolo mondiale. La classifica era guidata dall’argentino Carlos Reutemann con 49 punti alla guida della Williams, seguito da Nelson Piquet, ad un punto di distacco, alla guida della Brabham e da Jacques Laffite pilota della Ligier, fermo a 43.

A livello di piazzamenti Reutemann aveva ottenuto 2 vittorie e 3 secondi posti, Piquet aveva tre successi e un secondo posto, mentre Laffite si era imposto in due occasioni e aveva ottenuto due secondi posti. Il campionato prevedeva che potessero valere solo i migliori undici risultati come abbiamo già detto e nessun dei tre piloti si trovava nella condizione di dover scartare qualche risultato.

Nelson Piquet si sarebbe aggiudicato il titolo se fosse giunto ai punti, ma precedendo Reutemann, con Laffite non vincitore oppure con Lafitte vincitore e lui secondo. In caso contrario, il vincitore sarebbe stato Reutemann.

La gara sul circuito di Las Vegas non fu inclusa nel calendario iniziale, ma trovò modo di ospitare il GP sostituendo il tracciato di Watkins Glen: gli organizzatori di quest’ultimo, infatti, non versarono i contributi alle scuderie partecipanti e, di conseguenza, la Federazione dovette decidere di correre la gara altrove, ovvero a Las Vegas.

La gara venne disputata alle 13.30. La pole era di Reutemann che però si ritrovò presto settimo e fuori dai punti: egli concluse la gara in ottava posizione. Anche la partenza di Piquet (scattò quarto) fu disastrosa e il Brasiliano si ritrovò addirittura alle spalle di Reutemann, in ottava posizione. Laffitte era in una posizione d’oro: era quinto e davanti ad entrambi in contendenti. Tuttavia, egli aveva bisogno di ultimare alcuni sorpassi per assicurarsi il titolo.
Verso la fine della gara purtroppo, Laffitte ebbe problemi con le gomme e non riuscì più a superare Piquet, il quale era risalito (nel frattempo) in quinta posizione. Piquet si laurea per la prima volta campione del mondo.

Autore: Giuseppe Marino

 

 

 
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