Monaco e Jarama 1981: un super Gilles Villeneuve

Monaco e Jarama 1981: un super Gilles Villeneuve

Di Luca Martinelli

Stagione e macchina non erano delle migliori quell’anno, anzi. Dopo i successi del ’79, la Ferrari si era trovata di fronte a una grossa crisi, dovuta anche e soprattutto all’introduzione da parte della Renault del motore turbocompresso, progetto che la scuderia di Maranello sposò fin da subito, ma con scarsi risultati.

Villeneuve lo sapeva, ma non per questo in pista voleva vincere a tutti i costi. Alla partenza, spesso superava cinque vetture  per poi schiantarsi contro la sesta, fare tutto un giro con un alettone piegato e rientrare ai box (quando ci riusciva). Ma i tifosi adoravano la sua spericolatezza, quindi neanche Ferrari se ne lamentava troppo. 

Quella stagione era iniziata assolutamente male: dopo un 1980 deludente, Villeneuve aveva collezionato tre ritiri all’inizio della stagione 1981, poi un settimo posto a Imola (che allora non dava punti), e un quarto posto a Zolder (Belgio, l’ultima volta nel quale corse vedendo la bandiera a scacchi, n.d.a. ) Arrivò dunque a Monaco con la miseria di 3 punti.

Ma Monaco 1981, per Gilles, era destinata a essere una delle vittorie più belle in assoluto.

Al via, Piquet prese subito la testa della corsa, con la Williams di Jones dietro. Villeneuve era terzo, ma con un distacco notevole. La Brabham e la Williams quell’anno non le fermava nessuno.

Ma al 54° giro, qualcosa cambiò: Piquet commise un errore, andandosi a schiantare alla curva del Tabaccaio. Ovviamente Piquet fu costretto a ritirarsi, e Jones prese il comando. L’australiano riuscì a mettere la bellezza di 50 secondi di distacco tra lui e Villeneuve.

Ma poi, Jones venne chiamato ai box: una sosta forzata per rifornire l’auto, per non rischiare di finire a secco prima della fine della gara. Al rientro, comunque, era saldamente al comando.

Ma poi, il colpo di scena: Jones fu costretto a rallentare, causa noie alla pompa della benzina. Questo permise a Villeneuve di avvicinarsi. Avvicinarsi, non sorpassare, perché in fin dei conti era pur sempre Monaco, un circuito dove sorpassare, anche allora, non era semplicissimo.

Villeneuve dunque si avvicinò parecchio a Jones, e in pochi giri gli fu addosso (poiché una delle cose migliori che gli riusciva era far segnare giri veloci su giri veloci, un vero e proprio hammertimer).

Villeneuve si mise dietro a Jones e lo cominciò a studiare, ma sembrava impossibile. Per tutti, non per lui, che tirando una staccata alla Sainte Devote si prese di forza la leadership della corsa

Dopo però, per spezzare una lancia a favore di Jones, il canadese riuscì a guadagnare 40 secondi in una manciata di giri, segno che la sua Williams aveva forti problemi.

Al traguardo, Villeneuve aveva appena vinto una gara storica: infatti, quella fu la prima vittoria di un motore turbo in un circuito cittadino. Il Times dedicò a lui il numero di quella settimana, cosa che fino ad allora non era mai capitata, per una Ferrari.

Gran Premio di Monaco 1981: la copertina del Times dedicata a Gilles Villeneuve

La gara di Montecarlo, però, sembra niente se comparata a quella di Jarama. Qualcuno ammira (giustamente) la difesa di Leclerc contro Hamilton a Monza nel 2019, ma quella difesa (con tutto il rispetto per Leclerc, ovviamente) è niente in confronto a quella di Villeneuve durante il Gran Premio di Spagna 1981.

Alla partenza, Villeneuve si portò in terza posizione, dietro a Reutemann e Jones. Reutemann però non si rivelò un osso duro: pochi giri dopo la Ferrari lo sorpassò sfruttando la potenza del motore turbocompresso e puntò Jones, che sembrava invece leggermente più veloce.

Ma Jones ebbe un incidente, e finì in fondo al gruppo, per poi ritirarsi per problemi al cambio; era il 17° giro: una Ferrari decisamente non competitiva era in prima posizione, e mancavano 50 giri al traguardo.

Dopo qualche giro, gli fu dietro la Ligier di Lafitte, poi la Mclaren di Watson, la Williams di Reutemann e la Lotus di Elio De Angelis. Così fu fino alla fine, resistendo a ogni attacco e portandosi dietro un trenino di quattro macchine. 

Villeneuve capitalizzò quello che guadagnava in rettilineo e lo sfruttò per difendersi in curva. Fu l’arrivo con minor distacco tra i primi quattro mai registrato: 1.2 secondi. 

Dopo quella gara, Enzo Ferrari pronunciò parole molto importanti su Villeneuve: “Oggi Gilles mi ha fatto rivivere la leggenda di Nuvolari”. Questa farse non l’aveva mai pronunciata prima di quel momento, su nessun altro pilota che aveva guidato per la Ferrari. E di campioni, che avevano guidato una Ferrari, ce n’erano stati eccome.

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Mi chiamo Luca Martinelli e sono appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara. Tuttavia, la mia categoria preferita resterà per sempre la Formula 1. Sono molto appassionato di questa categoria e in particolare di come abbia fatto, negli anni, a diventare la classe regina dell'intero panorama motoristico.