Lewis Hamilton, la settima meraviglia

Lewis Hamilton, la settima meraviglia

Lewis Hamilton è sette volte campione del mondo. E’ successo questa domenica, nel gran premio di Turchia, anche se era già nell’aria da un po’. Adesso è ufficiale e matematico, Schumacher non comanda più da solo la classifica dei mondiali vinti. Ironia della sorte, proprio a Monza nel 2006, quando con la vittoria Schumi sembrava lanciato verso l’ottavo titolo, un giovanissimo Lewis Hamilton, all’epoca in GP2, affermò: Non so se per me sarà mai possibile vincere sette mondiali. Sì, lo è, quattordici anni e novantaquattro vittorie dopo, Lewis ha compiuto l’impresa. Ormai non ci sono più aggettivi per descrivere questo ragazzo, solo da riconoscere che è il migliore di tutti.

In realtà in questo campionato Lewis ha avuto vita facile, complice una Mercedes in versione astronave e un rivale, Bottas, un po’ troppo morbido. Dieci vittorie in quattordici gare, altre tre da correre per provare ad eguagliare un altro record: numero di vittorie in una stagione (13), sempre di Schumacher (condiviso con Vettel). Numeri da capogiro per il Re della F1, che domenica ha dato l’ennesima prova di come sappia vincere sempre ed in ogni modo. Una gara sul bagnato che non era partita benissimo e la vittoria, per sua stessa ammissione, sembrava ormai sfumata. E invece con una guida superlativa, una concentrazione estrema ed un ritmo impressionante, l’ha vinta. Quarantanove giri sulle gomme intermedie, che ormai a fine gara erano divenute delle gomme slick, impressionante.

Il gesto

Ma in questo week-end c’è stata anche una bellissima scena destinata a diventare emblematica. A fine gara Sebastian Vettel, al primo podio stagionale, si avvicina alla monoposto di Hamilton, con Lewis ancora dentro, per una breve chiacchierata. Cosa gli avrà detto Vettel? Dichiarerà a fine gara: “Gli ho detto che è molto speciale per noi perché grazie a lui possiamo assistere alla storia mentre viene fatta“. Come se non bastassero le lodi di noi semplici appassionati, arriva l’attestato di stima di un altro grandissimo campione e suo rivale. Le parole di Vettel sono forse l’attestato di grandezza più vero che Hamilton potesse ricevere, arrivate da un pluricampione mondiale.

 Sebastian Vettel con Lewis Hamilton al termine della gara.
Passato, presente, futuro

E’ il più forte della storia? Difficile dirlo, epoche ed auto diverse rendono il paragone alquanto complicato. Affidandoci ai numeri possiamo affermare che gli manca poco per esserlo, forse un anno. Ma che Lewis fosse speciale lo si era capito da subito, dal primo anno in McLaren nel 2007 dove sfiorò il mondiale da esordiente, vinto poi l’anno dopo. Che sia tra i più forti della storia non è discussione da qualche anno, che possa essere il migliore di sempre è questione più recente e se ne parlerà tanto. E’ giusto aver tessuto le lodi del britannico, però quì amiamo i finali aperti. Con un Lewis Hamilton egemone di questa F1, con a suo sostegno una indomabile Mercedes, il copione sembra già scritto anche per i prossimi anni. Ma c’è una generazione di fenomeni in rampa di lancio, e la domanda è automatica: chi spodesterà il Re dal suo trono?

Mario Scherillo

Mario Scherillo, studente universitario di lingue (inglese e tedesco), aspirante giornalista sportivo. Appassionato a diversi sport, amante dei motori, sia le due ma soprattutto le quattro ruote, la Formula 1 nello specifico, ma sporadicamente anche la F2, F3 e Formula E.