Le pagelle di Alberto D’Agostino: Gran Premio di Singapore 2022

Abbiamo appena assistito ad un folle weekend nella città-Stato di Singapore, che dopo due anni di assenza forzata è tornata ad ospitare un Gran Premio. La gara è stata imprevedibile e molto dura sia fisicamente che psicologicamente, e infatti solo in 14 hanno tagliato il traguardo. Sergio Pèrez centra la quarta vittoria in carriera guidando da campione, impossessandosi del primo posto già in partenza e mantenendolo per l’intera corsa. Deluso di giornata Leclerc, che per un pattinamento allo start è costretto ad una gara tutta all’inseguimento. Nel dopo-gara, l’investigazione dei commissari in merito ad un’infrazione del Checo in regime di Safety Car si concluderà con una penalità che non modifica il risultato finale. Ma analizziamo il tutto.

 

1° classificato – Sergio Pèrez: voto 9,5. Dopo diverse gare difficili, il messicano finalmente ritrova la retta via, conducendo con autorità impressionante una gara al di sopra delle aspettative di chiunque. Ha meritato di vincere e stavolta gli è anche andata bene, dato che in due occasioni ha nettamente violato il regolamento: non ci si può allontanare dalla Safety Car oltre una certa distanza (10 macchine). Questa violazione ha suscitato molte polemiche a causa della scarsa rapidità decisionale degli steward, che magari avrebbero potuto risolvere la situazione più in fretta per non rischiare di modificare l’ordine d’arrivo dopo la celebrazione del podio. In ogni caso, una decisione del genere sembrava molto difficile, ed infatti i commissari non si sono permessi di sanzionare il messicano con due penalità di 5 secondi, come probabilmente avrebbero dovuto. La vittoria però è meritata: gran partenza dalla seconda casella, mai un errore o una sbavatura, passo irresistibile, ed anche grande tenuta mentale, dato che Charles gli è stato vicinissimo per molti giri. Infine, sento di dover condannare la Federazione per aver condizionato l’esito della gara con la sua inspiegabile incapacità, considerando che, con la penalità comminata nell’immediato, Leclerc avrebbe solo dovuto gestire le gomme fino alla fine a distanza ragionevole, senza doversi prendere rischi.   

2° classificato – Charles Leclerc: voto 8,5. Ci ha provato in tutti i modi, ma niente da fare. E’ stato meno bravo a controllare l’accelerazione della sua vettura in partenza, e questo è un dato di fatto. Da lì in poi è stata tutta in salita, anche se rimane la consapevolezza di non aver lasciato neanche un decimo sulla pista. Charles ha guidato in modo rischiosissimo e spettacolare, con correzioni ad ogni curva, muretti vicinissimi e con il cuore in mano, ma a Singapore non basta. Non c’è spazio. E’ un peccato per lui, dato che sabato aveva fatto segnare una gran pole position, di pochi millesimi davanti a Pèrez ed Hamilton.

3° classificato – Carlos Sainz: voto 6,5. Chiude a podio una gara anonima, ma è comunque il massimo che poteva ottenere. L’unico momento glorioso è la partenza, quando svernicia Hamilton e poi tira fuori i gomiti per non perdere la posizione…per fortuna al primo giro sono quasi tutti incidenti di gara. E’ terzo dopo poche curve e così chiude, senza nessun affanno, ma consapevole di essere stato davvero lento rispetto al compagno di squadra.

4° posto – Lando Norris: voto 8. L’inglese è autore di una corsa davvero buona: mantiene la posizione lungo tutto il Gran Premio, sfruttando gli svarioni degli altri piloti e mettendo in campo una strategia perfetta. Meglio di così non si poteva sperare anche in ottica Campionato.

 

 

5° posto – Daniel Ricciardo: voto 8. Anche Danny finalmente esce dal pozzo senza fondo in cui era finito. E’ particolarmente piacevole per ogni appassionato vedere l’australiano in top-5 dopo diverse orribili prestazioni, anche se non è esattamente tutto merito suo. In ogni caso, parte sedicesimo e recupera 11 posizioni grazie ad un’intelligentissima e fortunata chiamata ai box, un giro dopo gli altri e sotto regime di Safety Car, come il compagno di squadra. E’ comunque bravo a mantenere la posizione fino alla bandiera a scacchi con gomme morbide.

6° posto – Lance Stroll: voto 7,5. Anche il canadese ha fatto la sua dignitosa figura, tenendo un buon passo e cambiando gli pneumatici al momento giusto. Dalla ripartenza della seconda SC in poi non ha avuto troppi problemi, anche perchè Vettel dietro di lui ha agito da tappo su Hamilton e Verstappen.

7° posto – Max Verstappen: voto 7,5. Buona gara di SuperMax, che di certo non vive il suo miglior weekend, ma ne esce assolutamente illeso. E’ davvero sfortunato in qualifica perchè non riesce a terminare un giro buono per un errore di valutazione del team, ed è costretto a partire solo ottavo. La sua gara comincia con una partenza da dimenticare, ma grazie alla sua abilità e alla bontà della vettura in pochi giri è già dietro Alonso, poi ritirato. Tra l’altro compie anche un bel sorpasso su Vettel, sorprendendo tutti per il punto in cui tira la staccata al tedesco: curva 5. Alla ripartenza dalla seconda Safety Car è autore di un mega-bloccaggio mentre tenta di sorpassare Norris, che lo costringerà ad un’ulteriore fermata ai box. Proprio all’ultimo giro agguanta la settima posizione sempre ai danni di Vettel, chiudendo una corsa decisamente travagliata.

8° posto – Sebastian Vettel: voto 8. E’ in gran forma già dalla partenza: in poche curve guadagna ben cinque posizioni e resterà in zona punti per tutta la corsa. Buon passo, ottima difesa e grande tenacia, tutte doti che Seb dimostra ancora di avere, l’unica che gli manca è la motivazione di continuare se non per poche altre gare. Ci mancherà. Molto suggestiva l’immagine delle tre macchine di Vettel, Hamilton e Verstappen una dietro l’altra, come forse non è mai stato.

9° posto – Lewis Hamilton: voto 6,5. Non è una gara brillante quella dell’inglese, che si rende anche autore di uno strano incidente al giro 33: sbaglia la frenata di curva 7 senza alcuna apparente ragione, senza pressioni nè guasti…sarà stata solo una svista o un attimo di deconcentrazione. Prima di quell’errore il suo quarto posto sembrava in cassaforte, ma alla fine chiude solo nono, finendo tra l’altro lungo una seconda volta nel tentativo di sorpassare Vettel. Gara da dimenticare in tutti i sensi, anche se prometteva bene.

10° posto – Pierre Gasly: voto 7. Gara regolare e senza particolari momenti epici nè disastri. Purtroppo per lui, il team lo chiama ai box troppo presto e perde quella manciata di secondi che gli avrebbero portato vari punti in più a fine gara.

 

 

11° posto – Valtteri Bottas: voto 5,5. Parte quindicesimo ed arriva a ridosso della zona punti solo perchè molti piloti davanti a lui si ritirano. Ancora male.

12° posto – Kevin Magnussen: voto 6. La sufficienza è più che altro un incoraggiamento per la buonissima qualifica, chiusa addirittura in nona posizione. In gara si vede poco: al primo giro riesce a danneggiare l’ala anteriore e vede per l’ennesima volta esposta la bandiera nera con il cerchio arancione con il suo numero. Abituato.

13° posto – Mick Schumacher: voto 5,5. Anche lui non riesce a prendere punti in una gara con solo 14 vetture al traguardo. Che delusione per Haas.

14° posto – George Russell: voto 6. E’ praticamente la cavia del gruppo: si ferma al giro 22 per montare gomme da asciutto, che però si rivelano un fallimento totale. Quando comincia finalmente a far segnare i primi intermedi decenti (dopo 12 giri e 1 minuto di distanza dall’ultimo), allora tutti si fermano ai box ringraziando l’inglese per l’opportunità. Per il resto, tenta di sorpassare Bottas e finisce lungo, ingaggia un duello all’ultimo sangue con Mick, forando anche…insomma di male in peggio. Peccato, senza la strategia scellerata avrebbe potuto raccogliere qualche punto.

15° posto – Yuki Tsunoda (RIT): voto 4. Non stava conducendo una gran gara prima dell’incidente, che è stato sicuramente frutto di inesperienza ed irruenza. 

16° posto – Esteban Ocon (RIT): voto 4,5. Anche per il francese la corsa non andava granchè bene, più che altro per le pessime qualifiche. Netta differenza con il compagno di squadra, che lo surclassa.

17° posto – Alexander Albon (RIT): voto 5. Sempre nelle retrovie, ma è comprensibile se si pensa al mezzo che guida.

18° posto – Fernando Alonso (RIT): voto 8. La storia è qui: 350 Gran Premi in Formula 1. Infinito. Si piazza quinto in griglia, umiliando Ocon (diciassettesimo). Purtroppo, al giro 22, mentre si trova in sesta posizione è costretto al ritiro per noie meccaniche. Che gran peccato.

19° posto – Nicholas Latifi (RIT): voto 4. Come Schumacher non vide Montoya a Imola (forse), così Latifi non si accorge di avere Zhou alla propria sinistra e lo centra. Lascia a fine anno…mancherà a tutti.

20° posto – Guanyu Zhou (RIT): voto SV. Ci potrà riprovare anche l’anno prossimo, dato che Alfa Romeo lo ha appena riconfermato.

 

Tra i team, sicuramente Ferrari non sarà contentissima per l’opportunità di vincere sprecata, anche se i punti sono tanti, mentre Red Bull si consola della cattiva gestione di Verstappen con una vittoria strameritata. Mercedes subisce un allungo del team di Maranello in classifica costruttori, dato che chiude con un nono ed un ultimo posto. Benissimo McLaren che sale in quarta posizione con un doppio colpo da maestro e un po’ di fortuna che non guasta. Bene anche Aston Martin, che conquista 10 punti in una sola gara e guadagna due posti. L’altra faccia della medaglia è quella delle prestazioni non all’altezza: mi riferisco ad Alpine, con due ritiri, ad Alfa Romeo che non ha passo nè velocità, ad AlphaTauri ed Haas, penultime a pari punti, ed infine Williams che almeno si sta togliendo lo sfizio di raccogliere qualche punto qui e là.

 

 

 

 

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Alberto D’Agostino, studente di giurisprudenza e appassionato di sport e in particolar modo di Formula 1. Mi diverto a seguire discipline motoristiche e non di ogni tipo.