Le pagelle di Alberto D’Agostino: GP d’Ungheria 2022

Tra rimonte spettacolari, strategie discutibili e sorpassi degni di nota si conclude un movimentatissimo GP in quel di Budapest. Salta all’occhio il gran recupero del campione in carica Max Verstappen, che dalla decima posizione in griglia centra l’ennesima vittoria, e neanche con eccessiva fatica. Gravi gli errori del muretto box Ferrari, che costano a Leclerc altri pesantissimi punti in ottica mondiale: il distacco è ora di ben ottanta punti, un abisso. Buonissime invece le prestazioni di entrambe le Mercedes, ancora a podio. Non male Norris e le Aston Martin, mentre sono un po’ deludenti le Alpine, penalizzate dalla scelta della gomma dura. Sprofondano AlphaTauri, Alfa Romeo, Haas, Williams e anche Daniel Ricciardo, che dopo un’ottima gara si disperde nel finale. Ma andiamo ad analizzare tutto!

 

Premessa: In questo GP le strategie sono state fondamentali per il risultato finale di molti piloti, dunque ho ritenuto doveroso attenzionare questo aspetto in modo particolare, con l’obiettivo di dare una chiave di lettura generale della corsa il più precisa possibile.

I piloti

1° classificato – Max Verstappen: voto 9,5. Incolpevole per la decima posizione di partenza, è innanzitutto fortunato per non dover partire in ultima fila (vedi modifiche regolamentari inserite chissà perchè nel corso della stagione). Detto questo, gara impeccabile: sorpassa con facilità chiunque gli si pari davanti, e non solo per il mezzo particolarmente performante, ma anche e soprattutto per una strategia impeccabile. Max parte con gomme soft e corre un ottimo primo stint, sbarazzandosi degli avversari più lenti. Si ferma dunque al giro 17, monta un set di medie che utilizzerà fino al giro 39, e poi ancora gomme gialle per i restanti 28 giri. Si concede anche il lusso di un testacoda senza conseguenze e va a vincere con una semplicità imbarazzante. Tanto di cappello a lui ed al team.

2° classificato – Lewis Hamilton: voto 8,5. Non si ferma più. Ennesima top-3 per il pilota inglese, che dalla settima casella in griglia compie una gran rimonta, sempre relativamente al mezzo di cui dispone. In partenza si sbarazza subito delle Alpine e poi di Norris, e Leclerc di fatto si autoelimina dalla corsa al podio, ma dove l’inglese mette molto del suo è nel sorpassare sia Sainz che Russell nell’ultima fase di gara con gomme soft. Anche la sua strategia è azzeccata: 20 giri sulle medie, altri 32 con la stessa mescola e poi a tutto gas nell’ultimo stint per guadagnarsi un bel secondo posto. Giusto per capirci, oggi il solito “Tyres are dead” è stato sostituito da “Tyres are good” e ho detto tutto.

3° classificato – George Russell: voto 8,5. Ha lasciato senza parole qualunque tifoso con una pole position di rara fattura, per poi confermarsi in gara come un pilota veloce e molto abile nel difendere la posizione. Anche per lui la strategia ed il passo sono molto buoni: soft-medie-medie, riuscendo a tenere dietro per tutta la gara la Ferrari di Sainz e costringendo Leclerc agli straordinari per passargli davanti. Con una macchina in grande spolvero, George si dimostra ancora una volta un ottimo pilota.

4° posto – Carlos Sainz: voto 6,5. La gara dello spagnolo non è sembrata brillante. E’ un peccato che non sia riuscito a concretizzare delle qualifiche molto promettenti, ma oggi un mix di fattori lo ha condizionato irrimediabilmente. Parlo della macchina leggermente in difficoltà, della strategia accettabile ma non perfetta o delle temperature basse, che alla fine gli fanno perdere due posizioni rispetto allo start. Piccolo inciampo.

5° posto – Sergio Perez: voto 6,5. Anche lui non sembra troppo in forma, almeno rispetto alla gran prestazione del compagno di squadra. In fin dei conti, compie qualche sorpasso e porta a casa punti per una ormai sbilanciata lotta costruttori. Può far meglio al prossimo GP.

6° posto – Charles Leclerc: voto 8. Il monegasco non sfigura affatto, anzi. Certamente la vettura non era competitiva come in altre occasioni, ma Charles riesce comunque ad avere un buon ritmo per metà corsa. E’ primo fino al giro 39, dopo aver tra l’altro compiuto uno spettacolare e chirurgico sorpasso su Russell. Il resto è storia: la chiamata sciagurata ai box per montare gomme dure, che già sulle Alpine avevano determinato scarsissime performance (sotto gli occhi di tutti). La sua gara è rovinata…non ha ritmo e viene sorpassato facilmente anche dallo stesso Verstappen. E’ ancora richiamato ai box al giro 55, monta gomme soft, ma ormai è tardi: chiude in un anonimo sesto posto e dice addio al titolo iridato in modo praticamente definitivo.

Ma questa sconfitta ha un sapore amaro soprattutto per la Ferrari, a cui, secondo me, si può concedere di fare cilecca in termini di affidabilità, considerando il fatto che dall’anno scorso il salto è stato notevole, ma a cui non si possono più perdonare sviste strategiche inaccettabili per un livello così alto.

7° posto – Lando Norris: voto 8. Anche oggi è l’unico a difendere i colori della casa di Woking. E’ molto bravo a piazzarsi quarto in qualifica, e alla fine (non considerando i più veloci Hamilton, Verstappen e Perez) mantiene la sua posizione davanti alle due Alpine. Mezzo voto in più perchè è sempre davanti al compagno di squadra e conquista punti preziosi in ottica mondiale.

8° posto – Fernando Alonso: voto 7. Nonostante sia stato dietro ad Ocon per buona parte della gara, alla fine lo spagnolo chiude davanti al francese una prestazione francamente non esaltante. La sua guida è buona nel complesso, tuttavia è penalizzato pesantemente dall’uso di gomme dure, all’interno di una strategia ad un solo pit stop. E’ il primo di quelli davanti a fermarsi ai box e provare questa soluzione, seguito dopo poche tornate da Ocon, e fornisce indicazioni su come quella tipologia di gomme non fosse per niente adeguata alle condizioni della pista.

9° posto – Esteban Ocon: voto 6. Corre una gara sufficiente, anche lui condizionato dalle gomme hard, che non riescono ad entrare nella giusta finestra di temperature e di conseguenza non garantiscono un ritmo nemmeno decente. Chiude con troppa veemenza la strada ad Alonso per due volte, permettendo prima ad Hamilton e poi a Ricciardo di sorpassare entrambi.

10° posto – Sebastian Vettel: voto 8,5. Bellissima gara dell’uomo che, annunciando il proprio ritiro, ha di recente messo a ferro e fuoco le anime di tutti i tifosi. In Ungheria Seb si dimostra, almeno in gara, un martello: dalla diciottesima posizione in griglia recupera fino alla zona punti, superando il compagno di team e arrivando a pochissimi decimi da Ocon, partito addirittura quinto. Strategia azzeccata anche per lui, molto simile a quella di Russell…unica differenza il secondo pit stop, ritardato di qualche giro rispetto al britannico. Ha corso con un gran cuore, da campione, ed è veramente doloroso vederlo andar via, anche se le sue motivazioni sono assolutamente condivisibili.

Momento nostalgico: Seb è sempre stato il mio pilota preferito, e solamente grazie a lui mi sono innamorato di questo sport…lui è l’inizio di tutto e sarà strano abituarcisi, ma la Formula 1 continuerà anche senza Vettel. Ma alla fine è così per tutto, niente dura in eterno, e prima o poi dovremo fare i conti con i ritiri di grandi campioni, leggende di questo sport, come Hamilton o Alonso, e dovremo accogliere tanti nuovi talenti. Non sarà facile, ma nessuno ci priverà di tutti i ricordi e le domeniche pomeriggio trascorse a guardare una Formula 1 diversa, quella di quando eravamo ragazzini e ammiravamo quelle macchine così belle e veloci sfrecciare per i circuiti di mezzo mondo con occhi increduli e pieni di meraviglia. Signori, è ora di voltare una pesantissima pagina.

 

 

11° posto – Lance Stroll: voto 6,5. Poteva fare di più, anche se fino all’ultima parte di gara non ha corso male. Probabilmente il fattore discriminante è stato quello (ancora una volta) delle gomme: le sue soste sono uguali a quelle di Vettel per tempismo, tuttavia, Lance monta gomme soft per il suo ultimo stint, e subisce negli ultimi giri un calo di prestazioni che infine lo esclude dalla zona punti. Bravo a precedere il compagno di squadra in qualifica.

12° posto – Pierre Gasly: voto 6,5. Chiude dodicesimo una gara iniziata dalla pit lane. Non male, ma è un peccato per il francese non riuscire a trovare buoni risultati: è da ormai cinque gare che non va oltre il dodicesimo posto finale. Anche una non brillantissima AlphaTauri ha contribuito in modo determinante a risultati del genere.

13° posto – Guanyu Zhou: voto 6. Continua la sua striscia negativa, anche se la macchina non aiuta granchè. Anche lui è poi rallentato da uno stint di mezzo non all’altezza su gomme dure, che oggi hanno davvero fatto strage di piloti, oltre che da una partenza da rivedere. Mostra segnali di ripresa nel finale.

14° posto – Mick Schumacher: voto 5,5. Bella partenza per il tedesco, che però non riesce a mantenere un buon passo nell’arco della gara, anche grazie alle hard che danno il colpo di grazia alla sua corsa.

15° posto – Daniel Ricciardo: voto 5,5. Tutto sommato, la sua prestazione non è deludente. Quello che intendo è che fino all’ultimo terzo di gara, Daniel non è lontano dal compagno di squadra. Poi il disastro: nel giro di poche tornate colpisce Stroll e gli viene inflitta una penalità di 5 secondi, e come se non bastasse, si ferma ai box per montare gomme dure. A quel punto naufraga nelle ultime posizioni e il suo GP è compromesso. Stavolta è davvero un peccato perchè la sua corsa era validissima. Tra l’altro, ha anche effettuato un sorpasso davvero notevole sui due piloti Alpine contemporaneamente in curva 2, da applausi.

16° posto – Kevin Magnussen: voto 5,5. Dopo una gran partenza, che lo fionda subito in zona punti, è purtroppo costretto a fermarsi ai box per sostituire l’ala anteriore danneggiata. Monta le mescole bianche e non c’è neanche bisogno di dire cosa questo comporti. Anche per lui è un’occasione sprecata, dato che correva con aggiornamenti rilevanti e non è la prima volta che la sua irruenza nei primi giri gli costa la gara.

17° posto – Alexander Albon: voto 6. La macchina non gli consente più di questo.

18° posto – Nicholas Latifi: voto 6. Ci fa divertire in FP3 sotto la pioggia, e va bene così.

19° posto – Yuki Tsunoda: voto 4,5. Non sarà il suo GP preferito. Spinna e finisce ultimo.

20° posto – Valtteri Bottas (RIT): voto 5. Perde molte posizioni in partenza, passa a gomme dure al giro 27 e poi si ritira…non un GP da ricordare.

 

I team

Red Bull: voto 10. Grazie ad una strategia perfetta con il primo pilota, vince una gara di forza su rivali più accreditati alla partenza, allunga in classifica costruttori e piloti, dove chiude quasi definitivamente la lotta all’iride. Weekend da sogno.

Ferrari: voto 3. Oggi sono semplicemente incommentabili. Sbagliano in modo clamoroso la strategia di Leclerc e vedono sfumare il sogno mondiale. Va bene che l’obiettivo per quest’anno era tornare ad essere competitivi, però neanche autosabotarsi così. Io ho difeso il muretto Ferrari in occasione dell’errore di Silverstone, affermando che non si deve dimenticare che c’è un motivo valido per cui gli ingegneri del Cavallino lavorano in una posizione così prestigiosa, però adesso siamo oltre il limite.

Il primo errore è stato commesso per entrambi i piloti: si sono fermati troppo presto per coprire Russell, perdendo così il vantaggio di longevità delle gomme medie sulle soft. Mentre con Sainz si è poi quantomeno aggiustato il tiro, con Leclerc è finita in tragedia: lo spagnolo ha continuato per 30 giri sulle medie ed ha poi chiuso sulle morbide, invece il monegasco è stato richiamato ai box dopo ulteriori 20 giri (troppo pochi) per coprire Verstappen e si è visto montare mescole dure, che, come tutti avevamo avuto largamente modo di vedere su altre vetture, erano le peggiori in assoluto in quelle condizioni. E perchè non rifermarlo dopo 15 giri e montargli un set di gomme morbide? Disastro. E menomale che la gara si correva su sè stessi e non sugli altri.

Le due vetture del Cavallino, però, come caparbiamente dichiarato da Binotto ai microfoni di Sky, oggi hanno sofferto come in pochissime altre gare a causa delle temperature basse e chissà cos’altro. E’ risultato chiaro a tutti che la performance del mezzo non fosse grandiosa, però con una scelta strategica dignitosa i margini per arrivare a podio con Leclerc c’erano.

Infine, dopo aver criticato, si deve guardare anche alla parte costruttiva. Ferrari ha sviluppato un incredibile progetto per la sua vettura quest’anno, però c’è ancora molto da lavorare sotto molti punti di vista: innanzitutto, si deve prestare attenzione all’affidabilità, che è costata tanti punti ad entrambi i piloti, secondo, le strategie non all’altezza devono essere evitate, perchè anch’esse sono sinonimo di grandi risultati gettati alle ortiche, terzo, la gerarchia dei piloti dev’essere ben definita, altrimenti si vincono i GP ma non i Campionati del Mondo.

 

 

Mercedes: voto 9. In Ungheria dispongono di una vettura velocissima, che non per niente conquista una pole position e un doppio podio. Certamente la Ferrari, diretta rivale nel GP di oggi, non si è mostrata nelle sue vesti più sfavillanti, però Mercedes sta pian piano facendo il salto di qualità, per cui comunque sono sempre stato riluttante. Vedremo se saranno in grado di smentirmi.

Alpine: voto 6. Nonostante una scelta strategica pessima, che potevano forse differenziare, alla fine riescono a limitare i danni. La sufficienza è un misto tra la deludente decisione di montare mescole dure e il buon lavoro di aggiornamento della vettura svolto fino ad ora.

McLaren: voto 7,5. Anche loro non benissimo con le gomme, ma velocissimi con entrambi i piloti. Alla fine non guadagnano nè perdono punti, ma sprecano l’occasione di controsorpassare Alpine in classifica costruttori a causa di una strategia che si rivela sopportabile per Norris, ma fatale per Ricciardo. Il potenziale c’è.

Alfa Romeo: voto 5. Male con Zhou e anche peggio con Bottas, la casa del biscione sembra essere ancora parecchio intontita e non in grado di sfornare prestazioni promettenti.

Haas: voto 6. Le qualifiche e la gara magiare sono da rivedere, anche se bisogna dar merito alla scuderia americana di aver portato consistenti aggiornamenti almeno su una vettura. Dovranno comunque farli funzionare e mettere a frutto i vantaggi a cui teoricamente dovrebbero condurre.

AlphaTauri: voto 4. Resta un’incognita quel quinto posto a Baku di Gasly, perchè per il resto non si è visto praticamente niente per buona parte del campionato. Pochi aggiornamenti, piloti sempre nelle retrovie…nulla di nuovo.

Aston Martin: voto 6. Chiedo l’aiuto di Schrödinger per capire se questa vettura possa essere considerata sia lenta che veloce. In qualifica, entrambi i piloti faticano ad approdare in Q2, poi in gara lottano con grinta per un posto in zona punti, che potrebbe anche essere migliore se non partissero dalle retrovie. Oggi è la conferma lampante del fatto che, se tutto va per il verso giusto e magari c’è un pizzico di fortuna, qualche punticino si può portare a casa.

Williams: voto 4. Sempre più ultimi.

 

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Alberto D’Agostino, studente di giurisprudenza e appassionato di sport e in particolar modo di Formula 1. Mi diverto a seguire discipline motoristiche e non di ogni tipo.