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Il pilota del Venerdì: Sebastian Vettel

Il pilota del Venerdì: Sebastian Vettel

Due settimane fa in Giappone la Mercedes si è aggiudicata per la sesta volta consecutiva il titolo di Campione del Mondo costruttori, ed in questo fine settimana Hamilton ha già il match point per laurearsi Campione del Mondo piloti per la sesta volta, la quinta in Mercedes, la terza consecutiva. Insomma in Germania si é già iniziato a festeggiare, e probabilmente si continuerà a farlo a breve, confermandosi come un paese che con la Formula 1 ha sempre avuto un discreto feeling, perché se é vero che Mercedes sta vivendo una vera e propria età dell’oro, prima di loro c’erano comunque i piloti tedeschi a dominare, almeno dagli anni duemila, soprattutto se parliamo di Michael Schumacher, che ha dato tante gioie anche a noi italiani portanto in alto la Ferrari. Proprio sulle sue orme, un altro tedesco sembrava destinato a riportare il titolo a Maranello, ed ancora non ci è riuscito, ed oggi la nostra lente d’ingrandimento è su di lui: il nostro pilota del Venerdì é Sebastian Vettel.

Chi é?

Nato ad Heppenheim, Germania, il 3 luglio 1987, Sebastian Vettel è il più giovane Campione del Mondo della storia della Formula 1, e detentore di svariati record che vedremo più avanti. Vettel attualmente è il secondo pilota più vincente in griglia, con ben quattro mondiali conquistati alla guida della Red Bull. Il primo “assaggio” di Formula 1 per Vettel arriva nel 2005, facendo un test con la Williams come premio per il successo in Formula BMW, andando anche discretamente bene. Nel 2006 diventa collaudatore per la BMW Sauber, divenendo il più giovane pilota di sempre a collaudare una monoposto di Formula 1.

Carriera in Formula 1

Sebastian Vettel esordisce in Formula 1 nel 2007 al GP degli Stati Uniti ad Indianapolis, al volante della BMW per sostituire l’infortunato Robert Kubica, ed ottiene anche il suo primo punto al debutto. Dal gran premio d’Ungheria della stessa stagione prende il posto di Scott Speed in Toro Rosso, dimostrandosi veloce ed ottenendo un eccezionale quarto posto in Cina che gli varrà la conferma per l’anno successivo. Nel 2008 c’è il primo appuntamento di Vettel con il gradino più alto del podio, nonostante sia a bordo di una Toro Rosso, vettura che con fatica lottava per i punti, dominando nella pioggia torrenziale di Monza che ha caratterizzato le qualifiche, dove ottiene la pole position e diventa il più giovane poleman di sempre, e la gara, vinta stando al comando dal primo all’ultimo giro, divenendo all’epoca il più giovane vincitore di un gran premio, record strappatogli da Verstappen. Oltre a questa grandissima impresa Seb disputa una grande stagione, conquistando spesso i punti e chiudendo in top 10, ottavo, e in virtù di questi risultati sorprendenti, otterrà un posto in Red Bull per il 2009. In questa rocambolesca stagione che vide come campione del Mondo Jenson Button sulla Brawn GP, Vettel si ritrova una vettura molto competitiva, vince quattro gare e conclude il campionato in seconda posizione, e sarà solo l’anticamera per la sua epopea. Dal 2010 al 2013 Vettel vince quattro mondiali di fila, frantumando record ed avversari, soprattutto nel 2013 dove ottiene il record di vittorie in una stagione (13), il record di pole position in una stagione (15) e il record di vittorie consecutive (9). Nel 2010 e nel 2012 si ritrova invece a battagliare fino all’ultima gara con la Ferrari di Fernando Alonso, uscendone comunque vincitore. Nel 2014 incontrerà delle difficoltà, con monoposto diverse, complice un cambio di regolamento, ed un compagno di squadra ingombrante come Daniel Ricciardo, che avrà la meglio su di lui, Vettel non va oltre il quinto posto nel mondiale e non vincerà nessuna gara, decide quindi che è il momento di cambiare aria e firma con la Ferrari per la stagione 2015. La storia di Vettel con Ferrari inizia col piede giusto, salendo sul podio in Australia, al debutto in rosso, e vincendo la seconda gara, in Malesia. La stagione 2015 è positiva per Seb che, con una vettura non al livello della Mercedes, riesce a vincere tre gare, salire varie volte sul podio e concludere il Mondiale al terzo posto. Lo stesso non si può dire per il 2016 dove una Ferrari non competitiva non riesce a vincere nessuna gara e termina il Mondiale fuori dai primi tre, arrivando quarto. Nel 2017 la Ferrari fa un passo avanti, Vettel vince la prima stagionale, ed è al comando della classifica Mondiale per due terzi di stagione, poi la Mercedes incrementa le sue prestazione, e con il disastro di Singapore 2017 in partenza, e col ritiro in Giappone per via di una candela, viene difatti consegnato il titolo a Lewis Hamilton. L’anno 2018, invece, sarà particolare per Seb, che si ritrova tra le mani una grande Ferrari, molto competitiva, ed infatti comanda il Mondiale per buona parte della stagione, salvo poi inanellare una serie di errori che un quattro volte campione del Mondo non dovrebbe fare, come ad Hockenheim, oppure a Monza, Suzuka ed Austin, termina il Mondiale secondo, ma in un mare di critiche circa la sua incapacità di gestire la pressione. Il 2019 non parte nel migliore dei modi per Seb e per la Ferrari che non si mostra competitiva, e Seb pure è recidivo di qualche testacoda come quello a contatto con Hamilton in Bahrain, oppure quello di Monza. La prima vittoria di Seb sarebbe arrivata già in Canada, se non fosse per l’aver ricevuto 5 secondi di penalità, forse un po’ troppo severi, che hanno praticamente consegnato la vittoria ad Hamilton. In Germania è autore di una grandissima rimonta dall’ultimo posto fino al secondo, in Belgio e Italia veste i panni dell’uomo squadra aiutando Charles Leclerc, suo nuovo compagno di squadra, a vincere a Spa e ad ottenere la pole position a Monza (tramutata poi in vittoria dal monegasco). La prima vittoria ufficiale per Vettel arriva a Singapore, grazie ad un’ottima strategia ed una gara pulita e senza errori, successo che purtroppo non riesce a bissare in Russia visto che il motore lo abbandona, e in Giappone pur scattando dalla pole non parte bene e conclude secondo dopo Bottas. Se i primi anni di Ferrari hanno fatto ben sperare i tifosi della Rossa su Seb, va detto che il sentimento popolare è un po’ cambiato nelle ultime due stagioni, dove si tende ormai molto spesso a criticare il tedesco ad ogni minimo errore e a riporre le speranze in Leclerc, quasi dimenticandosi che Vettel è pur sempre un quattro volte campione del Mondo, vincitore di 53 Gran Premi, di cui 14 con la Ferrari, e che soprattutto quest’anno si è trovato a combattere con una monoposto non ideale per le sue caratteristiche, ma ha dimostrato comunque di saperci ancora fare. La convinzione è che Seb possa ancora dare qualcosa alla Ferrari, è che si può ancora credere in lui.


Cenni storici ed atti celebri

E’ vero che l’anno scorso Seb è stato autore di gravi errori, come in Germania andando a muro mentre era saldamente al comando della gara, o i testacoda a Monza, Suzuka ed Austin, e forse senza questi errori sarebbe potuto divenire per la quinta volta campione del Mondo e avrebbe potuto riportare il titolo iridato a Maranello. E’ altrettanto vero che in questa stagione è stato recidivo in Bahrain, e di nuovo a Monza, passando per un brutto errore a Silverstone che ha compromesso la sua gara e quella di Max Verstappen. Ma Seb è sempre il ragazzo prodigio che ha vinto una gara con la Toro Rosso, l’unica nella storia della scuderia, è il più giovane campione del Mondo della storia, a soli 21 anni, è l’uomo che è ancora capace di esaltare ed esaltarsi recuperando 18 posizioni in una gara (da ventesimo a secondo), ed è sempre il pilota con quattro mondiali che ha fatto gioire tutti i tifosi ferraristi al suo arrivo nella scuderia del Cavallino. Sono piovute, soprattutto nell’ultimo anno, tante critiche per Vettel, troppe forse, che sicuramente non l’hanno aiutato a risollevarsi e ripartire. In un certo senso forse, la vittoria di Singapore di quest’anno potrebbe averlo aiutato, e con un buon finale di stagione, con un terzo posto ancora in palio, Seb può trovare le giuste motivazioni per ripartire carico nel 2020.

Cosa aspettarsi?

C’è da attendere con impazienza la gara di Sebastian Vettel in Messico? Sì, in un finale di stagione come questo, dove l’equilibrio la fa da padrone e avendo sempre gare tirate ed interessanti, la Ferrari pare possa fare molto bene in virtù degli aggiornamenti portati da Singapore, e Vettel è uno dei candidati alla vittoria, e Seb è un pilota che quando è in giornata di grazie è imbattibile, forse anche per Hamilton stesso. Altra motivazione può essere anche proprio quella di porre una macchietta rossa in quello che potrebbe essere proprio il giorno di Lewis. Il nostro augurio è che Seb possa fare un’ottima gara e magari vincerla, e che in questo finale di stagione possa tirarsi su di morale, caricare le batterie, e partire di nuovo nel 2020 per lottare per ciò che gli compete: il titolo Mondiale.

Articolo di:
Mario Scherillo; facebook | instagram

Mario Scherillo

Mario Scherillo, studente universitario di lingue (inglese e tedesco), aspirante giornalista sportivo. Appassionato a diversi sport, amante dei motori, sia le due ma soprattutto le quattro ruote, la Formula 1 nello specifico, ma sporadicamente anche la F2, F3 e Formula E.