Hamilton e Schumacher, gemelli diversi

Hamilton e Schumacher, gemelli diversi

“Così diversi eppure così simili”, forse nulla più di questa frase descriverebbe meglio Lewis Hamilton e Michael Schumacher, i due piloti più vincenti della storia della F1. Effettivamente sembra esserci veramente un filo invisibile che li tenga, in qualche modo, legati. Lewis Hamilton ha eguagliato il traguardo delle novantuno vittorie in F1 nello scorso GP di Germania. La stessa Germania che ha dato i natali proprio a Michael Schumacher. Territorio tedesco nel quale giace anche la Mercedes, artefice del passaggio di testimone tra le due leggende, avvenuto tra il 2012 e il 2013. All’epoca Schumacher correva per la stella a tre punte e, scaduto il contratto, ecco il suo successore: proprio Lewis Hamilton. La Mercedes lasciata da Schumi era una scuderia in crescita, quella di Lewis sarà imbattibile e addetti ai lavori dicono sia anche merito del lavoro del Kaiser.

Il carattere

Come carattere probabilmente troviamo le differenze maggiori tra Lewis e Michael. Il tedesco è sempre stato una persona molto riservata al di fuori della pista. Di lui non si è mai saputo più di tanto circa la sua vita privata a parte qualche raro gossip, o notizie fornite da lui stesso. La stessa riservatezza è stata mantenuta dalla sua famiglia circa le sue condizioni in seguito al grave incidente sugli sci del dicembre 2014. Lewis ha un carattere molto più esuberante, più “social”, ma non è una cosa da vedere negativamente. Soprattutto negli ultimi tempi Hamilton ha sfruttato la sua immagine e la sua fama per tramandare messaggi positivi, tipo la lotta al razzismo.

In pista

Se analizziamo quanto fatto in pista, troviamo le maggiori similitudini tra i campioni. Parliamo di due cannibali, due mostri del volante che non sbagliano quasi mai. E se magari è diversa l’applicazione, il risultato è pressoché identico. Entrambi hanno costruito tutti i loro successi partendo dalle qualifiche. Hamilton per scattare dalla prima piazza, Schumacher per studiare la strategia e partire avanti. Proprio sulle pole position, infatti c’è il divario più ampio: 96 per Hamilton, 68 per Schumacher.

Le vittorie sono le stesse, 91 (si, novantuno) a testa. Per renderci conto della grandezza di questo risultato prendiamo la dichiarazione del quattro volte campione del mondo, e vincitore di 53 gare, Sebastian Vettel:

Non potrò mai rispettare abbastanza gli sforzi di Lewis. 91 vittorie è un numero che nella mia testa non poteva mai essere eguagliato. E adesso, con la stessa certezza, posso dire che Lewis lo supererà.

Sebastian Vettel

Vettel è uno dei più grandi rivali di Hamilton. Per molti proprio Seb avrebbe raccolto l’eredità di Schumi, vuoi per le tante similitudini, per la nazionalità e la scelta di correre per la Ferrari. Non che abbia deluso le attese visti i suoi successi, ma il tempo ha consacrato Lewis come l’unico capace di avvicinarsi, e forse battere, Michael.

Le critiche

Sono molte le critiche ai record di Hamilton, “colpevole” di avere la miglior auto su piazza. Miglior auto che, all’epoca, aveva anche Schumacher, e che anch’egli veniva criticato per ciò. E’ stato criticato ad entrambi di non aver avuto rivali all’altezza, forse dimenticandone alcuni. Schumacher ha lottato contro Hill, Villeneuve, Hakkinen, Raikkonen, Alonso, tutti campioni del mondo. Lewis ha lottato contro Raikkonen, Alonso, Vettel, Rosberg, e attualmentre contro due futuri campioni come Verstappen e Leclerc. Se gareggiare e battere gente che ha vinto Mondiali significa non avere avversari, allora probabilmente non è chiaro il concetto di “avversario”.

L’ultima critica mossa ad Hamilton è quella che i suoi record non hanno il valore di quelli di Schumacher. Perché? Sarà un po’ l’effetto nostalgia, sarà l’auto con la quale questi record sono stati raggiunti, ma non c’è un vero e proprio fondamento. Entrambi hanno vinto e sbaragliato la concorrenza guidando le auto migliori. Se le loro vetture hanno raggiunto tale livello, il merito è anche loro, per la capacità di riuscire a portarle a limite e aiutare il team nello sviluppo. L’unica cosa a favore di Hamilton è nel numero di gare, visto che mediamente ce ne sono tre/quattro in più a stagione rispetto a Schumacher, ma è un dettaglio.

In conclusione

Le due leggende, i due piloti più vincenti della storia meritano e devono essere trattati con rispetto. Hanno scritto la storia di questo sport e fortunato chi è riuscito a goderseli entrambi, viste le epoche abbastanza ravvicinate. Verosimile immaginare che Hamilton supererà le vittorie di Schumi in questa stagione e lo eguaglierà anche per titoli vinti, per il momento siamo sette a sei per il Kaiser. Sembrano appartenere a due universi differenti, e forse e così, ma sono praticamente uguali per forza e determinazione. Hanno, in momenti diversi, alzato l’asticella in maniera significativa, portandola ad una vetta quasi irragiungibile. “Quasi” perché é bello lasciare un finale aperto, magari chiedendosi: “Chi sarà il prossimo a diventare leggenda?”.

Mario Scherillo

Mario Scherillo, studente universitario di lingue (inglese e tedesco), aspirante giornalista sportivo. Appassionato a diversi sport, amante dei motori, sia le due ma soprattutto le quattro ruote, la Formula 1 nello specifico, ma sporadicamente anche la F2, F3 e Formula E.