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Gp di Stiria: dominio Hamilton. L’analisi del weekend

Gp di Stiria: dominio Hamilton. L’analisi del weekend

Due sue due: dopo una pausa di tale lunghezza, sembra quasi un miracolo aver potuto assistere a due gare così ravvicinate e, così come la prima anche questo è stato un altro evento ricco di spunti su cui rimuginare, nel bene e nel male in base ai differenti punti di vista.

Certo, correre sullo stesso circuito con lo stesso identico layout non ha incrementato l’imprevedibilità nelle prestazioni da una settimana all’altra, ma questo vuoto è stato quasi totalmente riequilibrato da numerosi colpi di scena.

Cominciamo inevitabilmente dalle pessime prestazioni in casa Ferrari, con la Scuderia che si è presentata con quegli aggiornamenti previsti per il Gran Premio d’Ungheria già attuati nel weekend appena passato ma che poi, a detta dello stesso Binotto, non ha portato i frutti sperati, come vista già da Fp1 e le Fp2. Poi, dopo non aver corso le Fp3 per pioggia, si sono corse delle qualifiche bagnate ma sfortunate per la Ferrari che hanno chiuso anche questa volta con un solo pilota in Q3 (Sebastian Vettel, poi definitivamente solo decimo), mentre Leclerc dopo essersi qualificato in undicesima posizione ha dovuto scontare tre posizioni di penalità per aver ostacolato Daniil Kvyat nel suo giro buono, piazzandosi quattordicesimo. È chiaro che con una griglia iniziale così era difficile sperare in un altro miracolo come quello del 16 della scorsa settimana, ma poi le cose sono andate anche peggio: Vettel è partito molto male, Leclerc non ha guadagnato tantissimo e i due si sono ritrovati vicini, poi il monegasco ha strafatto (come pronosticato da qualcuno) cercando il sorpasso in un buco che non c’era e c’è stato il contatto. Doppio ritiro, con Charles che si è subito preso tutte le responsabilità (com’era inevitabile che fosse), magari anche aiutato dal fatto che il suo futuro in rosso è già certo. Uscire da un tale #sprofondorosso non è semplice, ma raschiare ancora più in là il barile è davvero complicato.

 

Mercedes invece non ha fatto altro che confermare e implementare le prestazioni dello scorso weekend, ma le forze si sono invertite all’interno del team: Lewis Hamilton ha messo a segno una qualifica da leggenda pura, stradominando non solo su Max Verstappen (autore di un errore nell’ultimo tentativo), ma soprattutto sul suo compagno di squadra qualificato solo quarto, poi surclassando tutti sin dall’inizio del Gran Premio. Gara senza storia, con Bottas che poi è arrivato secondo, ma attenzione: finlandese ancora primo in classifica e sicuramente non demotivato.

Red Bull senza infamia e senza lode invece: detto dell’errore di Verstappen in qualifica (che si è comunque qualificato secondo e soprattutto giusto nel tentare il tutto per tutto) e con Alex Albon qualificato ancora non benissimo (sesto, dietro anche alla Renault di Ocon), il team di casa non è riuscito a rifarsi in gara, lasciando strada libera alle frecce d’argento nonostante una grande difesa dell’olandese su Bottas, ma soprattutto con il thailandese staccato di gran lunga dal numero 33 e con una gran sofferenza nel difendere il quarto posto finale (anche grazie ad un danno al diretto rivale nella battaglia, Sergio Perez). Lavoro da fare ce n’è, e chissà (dopo aver assistito al trattamento di Gasly della scorsa stagione) come Marko&co gestiranno la situazione secondo pilota.

McLaren is back: qualifiche straripanti con Carlos Sainz in terza posizione e Lando Norris inizialmente in sesta posizione, poi penalizzato fino alla nona. Posizioni poi ribaltate in gara, probabilmente più per la diversificazione di strategia tra i due, con Sainz che per ordine di scuderia ha prima lasciato spazio a Norris e poi è arrivato nono, e con il britannico che invece grazie ad una buona difesa su Stroll e al danno finale di Perez è riuscito ad essere il migliore degli altri, chiudendo in quinta posizione, e tenendo la terza posizione in classifica generale. Wow Lando.

Racing Point altalenanti, perché soprattutto dopo le Fp1 e 2 ci sia aspettava qualcosina in più: le qualifiche non hanno fatto altro che confermare le buone prestazioni di Lance Stroll sul bagnato, arrivato dodicesimo, con Perez solo diciassettesimo. Vedendo la gara però viene da pensare che a causa di qualifiche così lente sul bagnato ci sia un assetto studiato per l’asciutto, che ha portato Stroll in settima posizione e Checo in sesta. Come già detto però Perez avrebbe potuto puntare addirittura al quarto posto, ma nel duello con Albon ha subito un grave danno all’ala anteriore che poi gli ha fatto perdere anche la quinta posizione su Norris. Rammarico per lui, ma bene in toto per il suo team.

Renault ritrovata ma non eccellente: dopo ottime qualifiche (Ocon 5° e Ricciardo 8°) il pilota francese si è dovuto arrendere allo stesso problema dell’australiano della settimana precedente (surriscaldamente), mentre Daniel Ricciardo ha poi chiuso ottavo. La strada intrapresa è però quella giusta.

 

 

Un ottimo Geroge Russell ha invece portato la sua Williams addirittura in Q2 e poi in undicesima posizione, col compagno Nicholas Latifi invece solo diciottesimo. Poi però niente da fare per entrambi in gara.

Alphatauri aveva trovato una gran prestazione in Pierre Gasly nel sabato, qualificatosi settimo, con Kvyat invece tredicesimo; in gara però problemi per il francese (15°) mentre il russo conquistava la 10a posizione.

Ancora male per Haas e Alfa Romeo: zero punti per entrambe le scuderie, nulla da aggiungere.

Next stop: Ungheria.                                                                                                           

                                                                                                                                     Lorenzo De Stefano

Lorenzo De Stefano

Lorenzo De Stefano, nato il 7 Aprile 2002 ad Avellino ha una gran passione per qualunque cosa si muova a una velocità minima di 100 Km\h o per qualunque sport che possa trasmettere passione; il suo sogno nel cassetto infatti è proprio portare queste passioni sulle TV di tutti, un giorno, attraverso il giornalismo.