F1 senza Honda: tutte le opzioni di RedBull e AlphaTauri

F1 senza Honda: tutte le opzioni di RedBull e AlphaTauri

Sei anni fa un promettente Max Verstappen diventava, a 17 anni e 3 mesi, il più giovane pilota ad aver mai messo piede in una monoposto di Formula 1 durante un weekend ufficiale. Erano le prime prove libere del GP di Suzuka 2014 poi vinto da un certo Lewis Hamilton.
Da quel 3 ottobre 2014 un (bel) po’ di cose sono cambiate nella carriera del talento olandese: ad appena 23 anni Max è già da tutti indicato come il più diretto contendente al titolo di Campione del Mondo, colui che -prima o poi- spodesterà Re Lewis e porrà fine al suo impero.

La notizia dell’abbandono di Honda al mondo della Formula 1, però, potrebbe rimandare (e di non poco) i festeggiamenti in casa Verstappen: come un fulmine a ciel sereno, l’annuncio della casa motoristica giapponese ha lasciato di stucco milioni di appassionati e professionisti del settore. E sicuramente avrà causato non pochi grattacapi in quel di Milton Keynes, Quartier Generale di RedBull (e di Faenza, dove ha sede AlphaTauri).

 

Come si legge nel comunicato ufficiale rilasciato da Honda commentato dal CEO dell’azienda Takahiro Hachigo, “[Honda] ha deciso di impegnarsi per la raggiungere la carbon neutrality entro il 2050. Questo obiettivo sarà perseguito nell’ambito delle iniziative ambientali di Honda. A tal fine, Honda deve convogliare le proprie risorse aziendali in ricerca e sviluppo nelle aree delle future tecnologie per power unit ed energia, comprese le tecnologie dei veicoli FCV e delle batterie EV, che saranno il fulcro delle tecnologie carbon free. Per raggiungere tale obiettivo, Honda ha deciso di concludere la sua partecipazione in Formula 1”.
Il motivo principe della decisione è dunque l’intenzione della casa giapponese di dedicarsi al “green” e alla sostenibilità ambientale, aumentando la produzione e la qualità della tecnologia elettrica: è infatti già ufficiale l’accordo tra Honda e IndyCar, campionato per il quale Honda produrrà i nuovi motori 2.4L ibridi, a partire dal 2023, inaugurando così una nuova era motorisca per il campionato statunitense.

Torniamo però alla Formula 1: con il 2021 già alle porte, e con l’azienda giapponese che abbandonerà il circus dal 2022 in poi, alle due scuderie motorizzate Honda resta ben poco tempo per correre ai ripari e trovare la soluzione migliore, o perlomeno, quella meno invalidante.
Abbiamo provato ad ipotizzarne alcune, per capire quale strada prenderanno i due team: ecco tutti i possibili scenari per il futuro di RedBull e AlphaTauri.

 

RedBull diventa produttrice della propria PU

Questa è sicuramente la possibilità più suggestiva, ma anche la più improbabile: RedBull (ed Alpha Tauri) potrebbe acquisire legalmente i diritti sulla proprietà intellettuale dei progetti Honda in modo da poterli studiare, analizzare e soprattutto capire. In questo modo, poi, il team sarebbe in grado -con molte difficoltà in meno- di portare avanti un progetto indipendente a lungo termine , senza necessitare del supporto e dell’expertise degli ingegneri Honda.
Seppure l’idea potrebbe essere allettante (e, d’altronde, top team come Ferrari e Mercedes già lo fanno) il vero intoppo di questa opzione sono le tempistiche: il tutto (oltre ai processi legali e logistici, ci sarebbero anche le necessità pratiche di assunzioni di personale, costruzione di fabbriche ed uffici, e così via) dovrebbe essere portato a termine in meno di un anno e mezzo.
Non impossibile, certo, ma una tale mole di lavoro e di organizzazione porterebbe via grandi quantità di energie e risorse (tempo, soldi, manodopera) a RedBull, che di comune accordo con Honda stessa si dice pronta a competere al massimo nel 2021 puntando almeno alla vittoria del Campionato Costruttori.

 

Entra in gioco un nuovo produttore

Altra opzione sarebbe quella di coinvolgere nel progetto RB e AT un nuovo produttore e fornitore che andrebbe a unirsi ai già presenti Mercedes, Ferrari, e Renault.
Seppure tale opzione sia sicuramente probabile nel panorama a lungo termine della Formula 1, anche in questo caso la problematica principale sono le tempistiche di azione. Voci sempre più insistenti all’interno del paddock fanno sapere che sono già in corso diverse discussioni e confronti tra i vari team e gli organi organizzatori del campionato di F1 riguardo a una sostanziale e corposa modifica al regolamento motoristico a partire dal 2026: un qualsiasi nuovo produttore, dunque, dovrebbe impegnarsi in un progetto altamente dispendioso -partendo sostanzialmente da 0- che dopo solo quattro anni sarebbe “da buttare”, ricominciando (di nuovo) da 0, o comunque da riorganizzare profondamente date le nuove regolamentazioni.

Altro impedimento, più tecnico e meno evidente, è quello dell’enorme complessità di progettazione e produzione pratica delle Power Unit moderne. Anche le quattro attuali case produttrici delle vetture LMP2 (Dallara, Ligier Automotive, Oreca e Riley Tech/Multimatic), infatti, sarebbero in grandissima difficoltà a dover adattare la propria produzione ed il proprio lavoro progettuale su vetture LMP1 (ossia, le monoposto di F1): basti pensare che il costo di produzione di un motore LMP2 (ad esempio, quelli di F2 e F3) si aggira intorno ai 300.000€, mentre quello di una Power Unit LMP1 è di circa 10 milioni di euro per singola unità.

Honda

Nuovo sodalizio RedBull – Renault

Probabilmente la meno scoppiettante ed entusiasmante, questa è la soluzione più probabile.
La prima ragione è molto semplice: in caso le due scuderie del Toro non riescano a trovare accordi con nessun produttore -vecchio o nuovo-, Renault sarebbe obbligata da regolamento a fornire le PU ad RedBull e AlphaTauri, poiché è la casa produttrice con meno “scuderie clienti” in griglia (Ferrari fornice Power Unit ad Alfa Romeo e Haas, oltre che a sé stessa; Mercedes a McLaren, Racing Point, Williams, e sé stessa).
RedBull, dunque, potrebbe essere costretta a tornare da Renault, dato che le trattative con Ferrari e Mercedes sembrano non potere e non volere prendere forma in alcun modo (già c’erano stati contatti -con esiti negativi- prima del divorzio RB-Renault).
Nonostante RedBull e Renault si siano lasciati su termini piuttosto controversi, è molto alta la probabilità che le trattative tra le due società siano già in corso (e a buon punto), con RedBull consapevole dell’ottimo momento di forma di Renault (la scuderia), che nel 2021, col nome di Alpine, sarà quasi sicuramente la rivale più diretta della scuderia austriaca…ma con una monoposto sviluppata e pensata appositamente per la Power Unit francese, che RedBull invece dovrà “accettare” senza avere troppa voce in capitolo su ricerca e sviluppo della ICE e degli altri componenti.
Antipatie a parte, però, se RedBull vuole continuare ad essere competitiva nel futuro più prossimo (ossia, tra il 2022 ed il 2026), tornare a collaborare con Renault sembra essere -salvo colpi di scena clamorosi- la scelta più sicura e meno dispendiosa.

 

RedBull di qua, AlphaTauri di là

Opzione abbastanza improbabile di cui nessuno parla: RedBull potrebbe “ingoiare il rospo” e tornare con Renault per mantenersi competitiva almeno fino al 2026, ma contemporaneamente potrebbe sacrificare i risultati e gli sviluppi della scuderia satellite AlphaTauri al fine di usarla come testing ground per una soluzione a lungo termine che per forza di cose non potrà essere competitiva nelle prossime stagioni. Un nuovo produttore che avrà qualche anno per adattarsi ed “imparare”? Una produzione interna da poter perfezionare e oliare fino alla nuova era motoristica del 2026?
Non possiamo saperlo, ma nel dubbio speriamo non succeda: AlphaTauri, come per ammissione stessa di Christian Horner, è ormai la scuderia sorella di RB (e non più la scuderia cadetta) e sarebbe davvero bello, per noi appassionati e per il motorsport, vedere un’altra scuderia essere capace di piazzarsi con costanza nella zona punti, dando del filo da torcere ai migliori.

 

Abbiamo aperto parlando di Max Verstappen ed è così che finiremo, con una suggestione che potrebbe far venire i brividi ad alcuni di voi:
Hamilton è sempre più vicino alla fine della sua carriera e non ha ancora firmato il rinnovo con Mercedes, che quindi dovrà forzatamente cercare un nuovo campione ed “uomo immagine” per il suo team;
Verstappen, legato a RB fino al 2023, potrebbe aver storto non poco il naso alla notizia della scelta di Honda, con RedBull che adesso può offrirgli ben poche certezze per il futuro.

Pensate quello che pensiamo noi?

Emanuele Breschi

Emanuele Breschi, Laureato in Comunicazione anche se ho passato più ore su Netflix o alla Playstation che sui libri. Appassionato da sempre di Formula 1 ed Esports, a volte insieme: tastiera, joypad, o volante, se ha tanti pulsanti e c'è competizione non riesco a staccarmi