F1 Recap – La crisi Williams

F1 Recap – La crisi Williams

Siamo giunti al terzo appuntamento della nostra rubrica di F1 Season Recap, rubrica atta a riassumere tutti gli avvenimenti e gli argomenti chiave della stagione di F1 appena trascorsa. La scorsa volta abbiamo parlato della Red Bull e del suo “vizio” di cambiare piloti a stagione in corso. L’argomento di oggi, invece, è la crisi che ha investito la Williams, relegando la storica squadra inglese di Sir Frank Williams ad una lotta interna per le ultime due posizioni in griglia. Andiamo ad analizzare la situazione passo per passo.

L’inizio della fine.

La Williams non naviga in buone acque da qualche anno a questa parte, anche se a far venire fuori tutti i problemi insieme è stata la stagione 2019. Nel 2018 il team inglese era francamente tra i peggiori in griglia, condizione dettata dalla scarsa competitività della vettura, unita all’inesperienza dei piloti e al loro non altissimo valore tecnico. Tuttavia nella scorsa stagione la Williams era riuscita a combinare qualcosa, sviluppando la vettura in maniera tale da consentire ai suoi piloti di lottare con gli altri, non sempre, non per i punti, ma quantomeno lottare. Sviluppi che sono arrivati grazie agli investimenti che in casa Williams hanno fatto con il lauto aiuto degli sponsor di Sirotkin e di Stroll Sr. Tuttavia, quest’anno, la Williams è sprofondata in una situazione inverosimile, pensando al passato di questa gloriosa squadra.

 

L’ultima, disastrosa, stagione.

Cambiati i piloti durante l’inverno, con Stroll e i soldi del padre diretti verso la Force India(denominata Racing Point dalla società di Stroll Sr. dopo averla acquistata) e Sirotkin appiedato per la scarsa competitività, sono affiorati i veri problemi della Williams. Sia chiaro, il problema non sono e non erano i piloti appena arrivati, Kubica e Russel erano forse la coppia giusta per provare a rialzare le sorti di questo team. Tuttavia la mancanza dei fondi che avevano a disposizione gli anni passati ha letteralmente tagliato le gambe alla Williams. Oltre ad essere un progetto sbagliato sul nascere, la Williams ha fatto fatica a disputare anche i test pre-stagionali, arrivando a Barcellona con una settimana di ritardo e correndo le prime gare con una macchina danneggiata, a causa della mancanza dei pezzi di ricambio. Il prosieguo della stagione non è stato di tanto migliore rispetto all’inizio, tuttavia la Williams è riuscita a sviluppare un po’ la vettura portandola ad un livello leggermente superiore, senza però riuscire a far schiodare i suoi piloti dalle ultime due posizioni. Unica gioia in un 2019 nero, il punticino conquistato da Kubica nel rocambolesco Gp di Hockenheim, arrivato dopo la squalifica di entrambe le Alfa Romeo. Oltre a questo, nulla di più.

Cosa aspettarci nel 2020?

Domanda difficile dalla difficile risposta. La Williams ha dato segni di crescita sul finire della stagione ma è davvero lontana dalle concorrenti e sembra quasi di rivivere la sfortunata avventura della Manor-Marussia, tra il 2015 e il 2016 quando, dopo un 2015 disastroso, nel 2016, complice un grande Wehrlein, riuscì ad arrivare qualche volta a punti, lottando con le vetture avversarie. Speriamo soltanto che la Williams non finisca allo stesso modo, perchè sarebbe troppo doloroso dare l’addio ad un team che ha fatto la storia della F1.

Vincenzo Ferrara

Vincenzo Ferrara, aspirante giornalista sportivo Siciliano, appassionato di motori e calcio. Frequento il "Piccolo Gruppo" di Michele Plastino, corso specializzato sul giornalismo sportivo.