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F1 Recap – Il ritorno del tricolore

F1 Recap – Il ritorno del tricolore

Bentornati con il quinto appuntamento della nostra rubrica, F1 Season Recap. Dopo aver parlato della disastrosa annata della Williams, oggi andremo a ripercorrere quella che è stata la stagione del primo pilota italiano in griglia dopo Liuzzi e Trulli (2011), cioè Antonio Giovinazzi!

Un inizio difficile

Per quanto ci si potesse aspettare da uno che è stato vice-campione Gp2, un po’ tutti sapevamo che le prime gare di Giovinazzi sarebbero potute essere difficili. Tanti anni di inattività e il doversi togliere di dosso il peso dello “sfascia-carrozze” conquistatosi 2 anni prima nella piccolissima parentesi in Sauber (sostituendo per le prime due gare l’infortunato Wehrlein), hanno reso, per forza di cose, più difficile l’inizio di stagione per Giovinazzi. Il confronto con un compagno di squadra forte e costante, per di più campione del mondo, come Raikkonen, l’ha un po’ ridimensionato, soprattutto in gara, quando spesso non riusciva a capitalizzare buone qualifiche e molte volte, incolpevolmente, penalizzato dalle strategie di Alfa Romeo.

 

La svolta

La prima piccola svolta arriva al Gp d’Austria. Un Gp strano, con il Week-End praticamente dominato dalla Ferrari di Leclerc, ma alla fine con la vittoria di Verstappen che era pure partito malissimo. In mezzo a tutto questo casino, Giovinazzi riesce a guadagnare il primo punticino della sua carriera in F1, giungendo al 10° posto e staccandosi, finalmente, dal duo della Williams. Tuttavia, nonostante il buon risultato in Austria, non riesce a ripetersi nelle quattro gare successive, ritirandosi a Silverstone, arrivando 8° ad Hockenheim, in una gara pazza, ma venendo poi squalificato, assieme a Raikkonen, per delle irregolarità sulle loro Alfa, e finendo contro un muro a Spa, dopo una bellissima gara sempre in zona punti, a pochi giri dalla fine. Questo è stato forse il punto più basso, ma anche la svolta definitiva.

 

Il riscatto

Da Spa Giovinazzi è cambiato. Ha trovato una serenità che non aveva prima e che lo ha portato ad essere un pilota costante e veloce. La prova è arrivata a Monza. Nel Gp di casa riesce a giungere 9°, risultando il primo italiano dal 2006 a raccogliere punti nel Gp di casa. Si ripete anche a Singapore, stabilendo un altro piccolo record. Per pochi giri infatti, sfruttando il valzer dei pit-stop, si è ritrovato al comando della gara, risultando il primo italiano a riuscirci dal 2009. Grazie a queste ritrovate prestazioni in gara, oltre che le ottime prestazioni in qualifica, in cui è spesso vicinissimo, se non davanti, a Raikkonen, Giovinazzi si è guadagnato il rinnovo contrattuale per un altro anno. A mo’ di festeggiamento, nel Gp del Brasile, centra il suo miglior risultato in carriera, arrivando 6° al traguardo, ma venendo promosso in 5° posizione, data la penalità di 5″ occorsa a Lewis Hamilton.

Buoni propositi

E’ chiaro che Antonio si sia sbloccato. I risultati sono arrivati e il talento lo ha. Dopotutto se contendi il titolo Gp2 a Gasly fino all’ultima gara, un motivo ci sarà. Tuttavia Giovinazzi ha bisogno di un altro passo in avanti. L’ha detto Vasseur e l’ha detto anche Binotto. Se vuole rimanere in F1 ha bisogno di incrementare le sue prestazioni e di essere molto più costante. E allora è giusto iniziare il 2020 con questi buoni propositi. Per sognare un futuro radioso e che magari, se lo merita, possa tingersi, un giorno, di rosso.

Vincenzo Ferrara

Vincenzo Ferrara, aspirante giornalista sportivo Siciliano, appassionato di motori e calcio. Frequento il "Piccolo Gruppo" di Michele Plastino, corso specializzato sul giornalismo sportivo.