Dalla Tyrrell alla Mercedes, una storia lunga più di mezzo secolo!

Dalla Tyrrell alla Mercedes, una storia lunga più di mezzo secolo!

Domenica scorsa ad Imola la Mercedes ha ottenuto il suo 7° titolo costruttori di fila, stabilendo la striscia più vincente nella storia della Formula 1, che fino a quel momento apparteneva alla Ferrari, con i 6 titoli consecutivi ottenuti dal 1999 al 2004.

A questi 7 mondiali vanno aggiunti altrettanti titoli piloti. La casa di Stoccarda, poi, ne vanta altri due vinti con Fangio nel suo 1° ciclo in massima categoria, targato ’54-’55.

Se però il team degli anni ’50 aveva una natura prettamente Tedesca, quello dell’ultimo decennio ha anche un po’ di Gran Bretagna, con una storia nata oltre mezzo secolo fa.

La Mercedes W11 che ha appena vinto il mondiale costruttori 2020

1970-1998: l’era della Mitica Tyrrell

Riavvolgiamo dunque il nastro e torniamo indietro al 1970.

In questa stagione sulla griglia del mondiale di Formula 1 fa il suo debutto la Tyrell, un piccolo team Britannico che lascerà per sempre il segno nella massima categoria automobilistica.

La nuova squadra, con base a Ockham, fa capire subito le sue intenzioni ingaggiando il campione in carica Jackie Stewart: egli vincerà il mondiale nel 1971 (col team di Ken Tyrrell che si aggiudicherà anche il costruttori), per poi ripetersi nel ’73.

Questi saranno gli unici titoli iridati per la Tyrrell, la quale si confermerà comunque un team di prima fascia per tutti gli anni ’70. Nella stagione 1976, la scuderia sfodera una vettura innovativa: si tratta della P34, con 6 ruote, in quanto presenta 4 ruotine anteriori invece di due con dimensioni standard.

La mitica P34 della Tyrrell con le ruotine anteriori, una grande innovazione per l’epoca

I principali piloti della scuderia, oltre a Stewart, sono stati Sheckter, Pironi, il compianto Ronnie Peterson e i nostri De Cesaris e Alboreto. Proprio quest’ultimo conquistò l’ultima vittoria del team, nel 1983 negli Stati Uniti d’America.

Da lì in poi la squadra ha navigato sempre a metà classifica per tutti gli anni’80 fino a scendere in fondo negli anni ’90, con la definitiva uscita di scena al termine del mondiale 1998. Il palmares della Tyrrell vanta 2 titoli piloti, 1 costruttori e 23 vittorie.

1999-2005: L’era BAR

Nel ’98 la British American Tobacco rileva lo storico team Inglese, che dal ’99 prende il nome di BAR, abbreviazione di British American Racing. La nuova proprietà, con a capo Dave Richards, sposta la sede della squadra da Ockham a Brackley e vuole costruire subito un team competitivo.

Per il primo anno venne messo sotto contratto il campione del mondo 1997 Jacques Villeneuve ma, nonostante ciò, la vettura si rivelò poco competitiva e la prima stagione si concluse senza punti.

Negli anni a seguire le cose miglioreranno, ma la squadra rimarrà sempre a centro classifica e in 4 anni solo Villeneuve riuscirà ad ottenere 2 podi.

La svolta arriva nel 2004, quando la vettura guidata da Jenson Button e Takuma Sato centra 11 podi, 1 pole position e 119 punti, arrivando seconda nel costruttori e dovendosi arrendere soltanto alla dominante F2004.

La Bar 006, seconda nel mondiale costruttori 2004

La stagione seguente le cose andranno peggio e la BAR non andrà oltre il 6° posto, con la squadra che sarà ceduta alla Honda, motorista del team dal 2000 al 2005.

2006-2008: La parentesi Honda

Nel 2006 il colosso Nipponico torna in prima persona in Formula 1, mantenendo però la sede del team a Brackley. Jenson Button viene confermato come prima guida e al posto di Sato arriva Rubens Barrichello, in uscita dalla Ferrari.

Button vince in Ungheria e la squadra ottiene numerosi piazzamenti a punti giungendo quarta nel mondiale costruttori 2006. Nonostante i segnali positivi, il biennio successivo si rivelerà disastroso.

La RA106, vincitrice del Gp di Ungheria 2006 Con Jenson Button

La Honda giunge due volte consecutive al 9° posto del mondiale costruttori e il solo podio ottenuto da Barrichello a Silverstone 2008 non è sufficiente per il team Giapponese, che a fine 2008 decide di lasciare la Formula 1.

 

2009: La meteora Brawn Gp e il titolo mondiale

Dopo l’uscita della Honda dalla Formula 1, l’ex team principal della squadra, nonché della Ferrari dell’era Schumi, Ross Brawn,  decide di rilevare la squadra e da quelle ceneri farne una nuova, la Brawn Gp, con motori Mercedes e sempre con Button e Barrichello al volante.

La squadra viene messa su in poche settimane ma la macchina è subito competitiva e si rivela la più veloce della griglia.

Nel 2009 la Brawn vince subito all’esordio il mondiale costruttori e anche il titolo piloti con Button, ottenendo 8 vittorie.

La vettura utilizzata dalla Brawn GP nella sua unica stagione in Formula 1

 

2010-oggi: l’era Mercedes, inizi e dominio dell’era ibrida

Qui arriviamo alla fine del nostro viaggio.

La Mercedes W01 del 2010, con il kaiser Michael Schumacher al volante

Nel 2010 Ross Brawn rimane team principal del team, ma la casa di Stoccarda ne diventa la proprietaria, mantenendo gli stabilimenti della scuderia a Brackley e piazzando un importante colpo di mercato mettendo sotto contratto Michael Schumacher.

Tuttavia i risultati della squadra non sono soddisfacenti e nel 2010 arrivano solo 3 podi e il 4° posto nel mondiale costruttori. Negli anni successivi, il rendimento delle Frecce d’argento non sarà sempre continuo: la stagione 2011 non porterà alcun podio, mentre il 2012 regalerà la prima vittoria grazie ad una grandissima prova di Nico Rosberg, sul circuito di Shangai. Il campionato 2013 sarà il primo in cui Mercedes mostrerà seri progressi: non solo arriveranno 3 vittorie, ma Michael Schumacher cederà il posto a Lewis Hamilton, il quale interrompe così la sua avventura in McLaren accasandosi al team di Brackley. Non dimentichiamoci anche il famigerato “Caso Mercedes”, ovvero il test privato del team di Brawn assieme alla Pirelli; tale situazione suscitò molte polemiche, derivate principalmente dal fatto che la legalità di tale sessione di prove apparisse molto dubbia.

Nel 2014 ha inizio l’era ibrida della Formula 1 e qui la Mercedes è la protagonista assoluta, dominando in lungo e in largo in tutte le piste del mondiale e dando vita ad un incredibile serie di successi che è ancora aperta e destinata a proseguire ancora per un po’ di tempo, ma questa è storia recente.

 

 

Nicola Salvatori

Nicola Salvatori, Studente di Ingegneria Meccanica all'università di Roma tre. Grande appassionato di Formula 1, sport che seguo da quando avevo 4 anni, in parallelo al mio corso di laurea coltivo una passione per la scrittura e la stesura di articoli in ambito sportivo.