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Come sarà la Ferrari del 2020?

Come sarà la Ferrari del 2020?

Mancano davvero pochi giorni alle presentazioni delle vetture della prossima stagione, con la prima fissata per 11 Febbraio (a meno che Haas non ci sorprenda prima con i rendering) e che vedrà la Ferrari svelare la sua prossima monoposto con nome in codice 671.  In questo articolo e in uno in uscita a breve cercheremo di svelarvi come saranno le vetture dei due team più attesi (Ferrari e Mercedes) distaccandoci anche, in alcuni punti, in modo importante da alcuni giornalisti che hanno provato a dare una loro idea sui principali quotidiani nazionali.

Premessa: Le vetture noi non le abbiamo viste. In questi articoli cercheremo di analizzare le possibili soluzioni basandoci su rumors e su ragionamenti logici i quali, grazie al fatto che il regolamento resterà invariato, potranno essere fondamentali in queste analisi.

 

Ferrari:

Partiamo con il team più vincente nella storia della F1 e il più atteso dagli italiani. In questi giorni si sono viste in giro molte possibili soluzioni sulla futura (SF91?) che andavano verso uno stile più “Mercedes” a partire dal muso, ed è proprio su questo aspetto che vogliamo focalizzarci. Il tema dell’ala anteriore e della forma del muso è un aspetto assai fondamentale in quanto è il primo componente che impatta con l’aria che è diretta verso la vettura e che quindi influenza di conseguenza i flussi che interagiranno con il resto del corpo vettura. Su questo aspetto ci sentiamo di dire che al 100% Ferrari manterrà la sua solita configurazione; un cambio di stile vorrebbe dire introdurre un importante rivoluzione sulla vettura (e questo non succederà) e vanificare i tanti mesi di lavoro fatti nella scorsa stagione per introdurre il pacchetto Singapore che ha dato grosse soddisfazioni ai tecnici di Maranello. All’anteriore rimarrà anche nella prossima stagione il concetto di “outwash” che tanto ha fatto discutere nel 2019. Una soluzione portata in pista in modo estremamente aggressivo da parte di Ferrari e Alfa Romeo e che nel 2020 sarà rivista proponendone una invece molto meno estrema, in linea con quello fatto durante la seconda parte della stagione sia da Ferrari, ma anche da Mercedes e RedBull.

Dopo esserci concentrati sul futuro anteriore Ferrari, spostiamoci verso il centro vettura che non dovrà subire grosse modifiche. Il concetto dei sidepods introdotto nel 2017 e che tanta scuola ha fatto nelle successive stagioni rimarrà invariato e adattato allo stile della nuova monoposto. Discorso leggermente diverso per i bargeboards che invece saranno resi “meno carichi” e potranno svolgere maggiormente la soluzione di convogliare i flussi verso il posteriore per sfruttare un maggiore assetto rake che sarà uno dei punti fondamentali del progetto 671. Tale modifica sarà permessa ai tecnici di Maranello grazie al fatto che la nuova ala anteriore riuscirà a generare maggior carico rispetto a quella della passata stagione e che di conseguenza tale downforce non dovrà essere ricercata in questi elementi che dal 2017 sono diventati ancora di più fondamentali grazie ad un regolamento tecnico meno restrittivo in quella zona. 

 

Spostandoci sul posteriore della vettura concludiamo la nostra analisi aerodinamica. Un posteriore che per Ferrari sarà fondamentale nel 2020 in quanto si andrà ad aumentare in modo significativo l’angolo di rake (confermato indirettamente anche da Binotto). Per chi non lo sapesse, con questo termine si intende l’angolo che si viene a formare tra il suolo e la retta che congiunge l’anteriore della vettura con il posteriore. Un angolo rake maggiorato porterà ad avere una vettura più puntata sull’anteriore. Questo aspetto viene sfruttato dagli ingegneri per aumentare la superficie di funzionamento del diffusore, e quindi generare maggior carico aerodinamico senza incidere in modo significativo sulla generazione di drag (qui l’articolo in cui viene spiegata la correlazione tra carico e drag). Lo svantaggio principale è che questa è una soluzione molto più difficile da mettere a punto e per questo, per esempio, Mercedes preferisce una vettura più “piatta”.

Immagine di Antonio Granato che mette in evidenza come Red Bull abbia un rake maggiore rispetto a Mercedes

Un piccolo approfondimento lo vorremmo dare al posteriore della Ferrari che è stato il principale accusato dalle importanti critiche ricevute da Autobild, che parlano di una Ferrari in forte difficoltà con i dati usciti dalla galleria. Non volendo credere al forte pessimismo dei tedeschi, da Maranello trapela che qualche difficoltà con l’interazione del fondo piatto e del diffusore ci sarebbe, un qualcosa che i tecnici sono ottimisti di risolvere entro la seconda settimana di test e che sono convinti potrà dare un grosso vantaggio ( problemi molto simili a quelli avuti da Red Bull e risolti durante la stagione). Ricordiamo inoltre che i regolamenti tecnici del 2019 vanno a penalizzare maggiormente quei team che cercano un assetto rake maggiorato creando più difficoltà ai tecnici.

Insomma, una Ferrari che si sposta sempre più verso il concetto di vettura di Red Bull che sposa la filosofia dell’efficienza aerodinamica piuttosto che quella del carico puro. Ferrari che quindi cercherà di aumentare il downforce (fondamentale per le Pirelli che saranno uguali alle 2019) senza penalizzare il suo punto di forza che è quello dell’efficienza. Da segnalare anche la riduzione di qualche millimetro sul passo (la distanza tra l’asse anteriore e posteriore).

 

A livello meccanico la Ferrari non dovrebbe introdurre una sospensione anteriore a terzo elemento idraulico. Infatti, tale soluzione, dal 2021 sarà vietata e quindi non avrebbe senso spendere tempo e parte del budget nello sviluppare un concetto che sarebbe davvero alle prime armi e che saresti costretto ad abbandonare immediatamente dopo la presentazione della monoposto.

Concludiamo l’analisi sulla possibile futura Ferrari parlando del cuore pulsante della monoposto, ossia la PU Ferrari che tanto ha fatto parlare di se nella scorsa stagione sia per problemi di affidabilità che per direttive tecniche. In Ferrari continuano ancora a negare in modo importante che la loro unità motrice sia illegale e che, addirittura, non abbia subito alcun svantaggio dopo le pubblicazioni delle direttive nella parte finale del 2019. Un’unità motrice che nel 2020 vedrà rivista nel packing per evitare problemi di surriscaldamento e per cercare di snellire ancora maggiormente la zona coca cola, mentre non subirà importanti modifiche dal punto di vista della potenza pura (ricordiamo che si considera il Ferrari il motore con picchi di potenza più alti di tutti). PU che già da settimane gira ai banchi a pieni ritmi per migliorare il più possibile l’affidabilità e concentrarsi su soluzioni tecniche che permettano di aumentare anche l’efficienza, vero tallone d’Achille del motore.

Una Ferrari che l’11 febbraio presenterà una vettura che sarà una vera evoluzione della tanto discussa SF90 e che già sta avendo più di qualche testa a lavoro sul 2021. In attesa dell’articolo sulla futura Mercedes che potrebbe sorprendere molti per le scelte che adotteranno, fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e se credete se il 2020 possa essere finalmente l’anno della Ferrari.

 

 

Ultima Staccata

Siamo due ragazzi universitari cresciuti con la passione dei motori fin da bambini. Fondatori del progetto "JIFTY" nel 2017, abbiamo deciso di continuarlo modificandolo in Ultima Staccata. Il nostro obbiettivo sarà sempre quello di offrirvi un'esperienza il più possibile professionale.