Che fine hanno fatto? Will Stevens

Dopo la pausa estiva torna anche “Che fine hanno fatto” mettendosi sulle tracce di una vecchia meteora della Formula 1. Si tratta di uno di quei piloti che non è certamente ricordato per podi e vittorie e che, al contrario, potrebbe risultare del tutto sconosciuto ad alcuni di voi. A sua discolpa c’è da dire che non ha guidato monoposto del tutto degne della categoria regina, ma andiamo con ordine: il suo nome è Will Stevens. 

Presentiamoci 

Will Stevens nasce nel Regno Unito nel 1991 e come tutti i piloti professionisti inizia a farsi le ossa sui go kart. Tuttavia, a differenza di molti dei suoi colleghi non vanta una lunga militanza nelle categorie propedeutiche alla Formula 1. La sua carriera giovanile è principalmente riassumibile negli anni passati tra la Formula Renault e la Formula Toyota tra le quali spicca sicuramente l’annata 2010 dove chiude al quarto posto il campionato di Formula Renault britannica. Restando nell’orbita della Formula Renault e delle sue numerose categorie, passa in Formula Renault 2.0 (4^ nel 2011) e poi in Formula Renault 3.5. In quest’ultima vive alcune stagioni di crescita costante che però culminano solo con un 4^ posto finale nel 2013. 

 

Un giovane Stevens ai tempi della Caterham

Un anno importante 

Il 2013 è un anno di fondamentale importanza nella carriera di Will Stevens poiché ottiene, affianco alle gare nel mondo Renault, il ruolo di tester per il team di Formula 1 noto come Caterham F1 Team. Non si tratta sicuramente di una squadra gloriosa, basti pensare che non andarono mai a punti tra il 2010 e il 2014. Rimane pur sempre un primo assaggio del “circus” della categoria più alta del motorsport. Piano piano Will si ritaglia una certa visibilità presso i team di bassa classifica e riesce così ad ottenere, nell’anno 2014, il ruolo di pilota di riserva per un’altra squadra senza alcuna concreta possibilità di ben figurare: la Marussia (2 punti in 5 stagioni). Questo sport che sa essere tanto crudele vuole che ottenga questo ruolo alla vigilia del Gran Premio del Giappone del 2014, proprio quello in cui avvenne il terribile incidente che dopo 8 mesi di coma ci avrebbe privati del talento e del sorriso di Jules Bianchi, avvenuto proprio alla guida di una Marussia. Tenete a mente questo funesto riferimento. 

Stevens con la tuta della terribile Marussia

Un piede in due scarpe 

A questo punto della carriera Stevens si trova ad essere ingaggiato da due squadre rivali seppur per ultimo e penultimo posto nella classifica costruttori. Tuttavia, le due scuderie navigano in acque tutt’altro che tranquille dal punto di vista finanziario: entrambe entrano in amministrazione controllata. La situazione è talmente grave che la Marussia corre il successivo GP di casa (indovinato, è proprio quello di Russia!) per poi cessare l’attività. La verdeggiante Caterham invece corre in Russia, salta Stati Uniti e Brasile per poi tornare per il gran finale di Abu Dhabi, anche e soprattutto grazie a 500.000 sterile che piovono grazie agli sponsor di… Will Stevens! Ed ecco che il nostro protagonista riesce a “guadagnarsi” l’esordio in Formula 1. 

Finalmente Stevens a bordo di una vettura di F1, qui nella stagione 2015

 

Fine della corsa?

Sappiamo molto bene quanto in determinate situazioni il portafoglio possa risultare più attraente del talento; ed è precisamente quello che accade nel 2015 alla Marussia. Ma non era fallita? Proprio così, tuttavia dalle ceneri di quella squadra rinasce la Manor Marussia F1 Team. La stessa, inoltre, si trova con un sedile vacante in virtù di quanto avvenuto in Giappone. Questo allineamento astrale di necessità numerica e necessità economica porta il nostro Will Stevens ad aggiudicarsi non il premio di consolazione, ma l’intero jackpot. Così, senza capire bene come ce lo troviamo in griglia per tutta la stagione 2015. Se Will a inizio carriera non brilla certo per talento, la Manor non brilla e basta. L’esordio in Australia non avviene per un problema al software e in Malesia partecipa solo alle prove libere, prima di essere azzoppata dal sistema di alimentazione. Dopodiché Will conclude 15 delle restanti 17 gare, ma non riesce a fare meglio di un 13^ posto… non ce ne voglia chi, ai tempi, investì in quella squadra, ma c’era davvero poco da fare avendo a disposizione quella “monoposto”… 

 

Fuori da tutto?

All’inizio del 2016 Stevens rimane senza un sedile ufficiale a causa del secondo e definitivo fallimento della Marussia. Ciononostante, rimane nel mondo F1 in qualità di tester, soprattutto nell’orbita di McLaren. Al di fuori di questo mondo, invece si trova a dover ripartire e, come fanno in molti, lo fa rivolgendosi al mondo della gare di durata: porta i suoi talenti nel World Endurance Series (WEC) a partire dal 2016. Trova impiego nella seconda categoria per prestazioni, cioè quella nota come LMP2. Quell’anno corre pure in un’altra categoria di durata: il GT World Challenge Europe, dedicato però a vetture Gran Turismo e non alle monoposto. Stevens si toglie delle grandi soddisfazioni soprattutto dal lato WEC: vince la 6 Ore del Fuji, la 6 Ore di Shangai e sfiora il colpaccio alla 24 Ore di Le Mans (2^). 

Will Stevens in azione nel WEC a bordo di un a vettura LMP2

Sempre più su

Il 2017 non lo vede correre in pianta stabile nel WEC: corre una sola gara in categoria GTE Am, ma lo fa alla grande: vince la 24 Ore di Le Mans della sua categoria. Come logica conseguenza, gli ottimi risultati conseguiti nelle corse di durata, gli fanno riguadagnare (questa volta meritatamente!) il volante di un prototipo LMP2. Durante le stagioni 2018-2019 e 2019-2020 vince 2 gare, tra cui la prestigiosa 1000 Miglia di Sebring e ottiene 6 podi. Inoltre, dal 2018 il nostro Will, sempre su una LMP2, corre pure in una sottocategoria del WEC: la European Le Mans Series. Qui ottiene il miglior risultato nel 2021, giungendo 3^ in campionato. Proprio questo nome e questa cittadina francese sembrano essere gli amuleti di Stevens, tant’è che nel 2021 ottiene il terzo podio di carriera alla 24 Ore più famosa del mondo. Gli ultimi due impieghi sono entrambi in seno al team francese Panis Racing, tanto per cambiare in classe LMP2. 

Stevens (a destra nella foto) e il suo equipaggio festeggiano uno dei podi conquistati con Panis Racing

 

Finalmente ai giorni nostri 

Ma quindi tra scuderie scarse, denaro a fiotti e mille peripezie che fine ha fatto Will Stevens? La cosa semberà incomprensibile ai più, ma Stevens è tuttora il “Test and Development Driver” della McLaren in F1. Proprio quest’estate ha svolto cinque giornate di test a bordo della vettura 2020 in compagnia di Daruvala e Herta. E non finisce qui! Il mese di giugno 2022 è stato terra di conquista per il britannico, che la seconda domenica del mese, si è aggiudicato la seconda 24 Ore di Le Mans della carriera, questa volta in classe LMP2 assieme ad Antonio Félix da Costa e Roberto Gonzalez. Con questo è salito a ben 4 podi in una delle corse più famose della storia dell’automobilismo. Il tutto viene arricchito da un altro risultato prestigioso nell’endurance. Dobbiamo tornare a inizio anno e spostarci oltreoceano, precisamente a Daytona nella categoria IMSA, parente molto stretto del WEC ma americano anziché europeo. Alla 24 Ore di Daytona ha ottenuto pole position e 2^ posto in classifica assoluta! Insomma non una cattiva carriera per un pilota che si è comprato l’esordio in F1! E se non volete perdervi le avventure di Will vi linko il sito ufficiale del pilota.

L’Acura N 10 di Stevens e compagni alla 24 Ore di Daytona; Daytona, 2022

 

 

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Luca Innocenti, studente di Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’università di Pavia. Aspirante giornalista sportivo e appassionato di tutti gli sport, che si giochino con un pallone, una racchetta o un paio di sci non fa differenza. Se però serve un motore ancora meglio