Che fine hanno fatto? Pastor Maldonado

Un’interessante, ma controversa, trafila nelle formule minori cominciata proprio in Italia, un test con Minardi ad appena 19 anni a rimarcare il rapporto con il Motorsport italiano, la sponsorizzazione di PDVSA e di un intero paese, uno stint in F1 fatto di (pochi, ma buoni) alti e bassi, un’uscita di scena culminata con l’ascensione da pilota a meme: questa è stata, in poche righe, la carriera di Pastor Maldonado.

Se siete appassionati di Formula 1 da almeno sette-otto anni non potete non ricordare il matador venezuelano con un certo affetto ed una giusta dose di nostalgia. Maldonado ha fatto breccia, oltre che nel telaio di innumerevoli monoposto in altrettanto innumerevoli campionati sparsi in altrettanto innumerevoli luoghi del pianeta terra, nel cuore di milioni di tifosi. Tuttavia, dal momento dell’abbandono del Circus, il venezuelano è sparito dai radar: in questo articolo andremo a rivivere brevemente la carriera di Pastor e ad indagare sulle sue avventure post-F1, cercando di scoprire qualcosa di più sulle sue esperienze recenti.

Chi è Pastor Maldonado?

Pastor Maldonado nasce il 9 Marzo 1985 a Maracay, in Venezuela, e comincia a correre sui kart dalla tenera età di 7 anni. Nel ’99, dopo diversi anni di gavetta a livello nazionale, Pastor si trasferisce in Europa, ove scalerà gradualmente la piramide del Motorsport europeo. La sua prima esperienza importante è in Italia: nel 2003, Maldonado prende parte al campionato italiano di Formula Renault; l’anno dopo, il venezuelano riesce a vincere tale competizione, riuscendo nella stessa stagione a partecipare anche al campionato europeo. La vittoria della Formula Renault italiana permette ad un giovanissimo Pastor di effettuare un test con Minardi sul circuito di Misano: il venezuelano non sfigura, come confermato da Gian Carlo Minardi.

Nonostante alcune annate positive, la stagione 2005 si rivela parecchio turbolenta: Pastor partecipa a diversi campionati ma mai in maniera completa. Durante lo stesso anno, Maldonado si rende protagonista di un episodio spiacevole durante la tappa monegasca della World Series spagnola: in seguito ad un incidente, il venezuelano ignora le bandiere gialle e colpisce un marshall che era entrato in pista, ferendolo gravemente. Il 2006, però, è molto più positivo: Pastor arriva terzo nella World Series by Renault e, grazie anche a degli ottimi test, firma un contratto con Trident Racing per partecipare al campionato di GP2.

Dopo 3 stagioni in crescendo (nonostante alcuni intoppi), Maldonado firma con Rapax Racing per la stagione 2010 e domina il campionato di GP2, vincendo 6 gare e laureandosi campione. Alla luce di tali risultati e dell’immenso valore della sponsorizzazione (promossa in prima persona dal presidente Hugo Chavèz) dell’azienda petrolifera statale venezuelana PDVSA la Formula 1 pare essere alle porte.

Pastor Maldonado vince il campionato di GP2 2010.

Formula 1: Meme dopo meme

La leggenda di Pastor sboccia in Formula 1, campionato in cui il venezuelano mette in mostra tutte le sue qualità e, allo stesso tempo, anche tutte le sue lacune. Frank Williams decide di dargli una chance, puntando, più che sul talento di Maldonado, sulla sua ingente dote economica, e gli offre un sedile a fianco di Rubens Barrichello. Il 2011 si dimostra però difficile per il team di Grove: la vettura è poco competitiva e la squadra fatica ad ottenere punti. Pastor è veloce in qualifica ma non riesce a concretizzare in gara: a fine stagione arriverà diciannovesimo, con un solo punto conquistato. L’highlight della sua annata è la faida con Lewis Hamilton. Durante il GP di Montecarlo, Lewis tenta un sorpasso impossibile alla Sainte Devote e mette fuori gara Pastor; qualche mese dopo, durante le qualifiche di Spa, il Britannico supera il Venezuelano alla Bus Stop per completare il proprio giro nella maniera più veloce possibile, rovinando tuttavia il tentativo del venezuelano: Maldonado non apprezza la mossa dell’avversario e, nel giro di rientro ai box, decide di recuperare Hamilton e tagliarli la strada.

Il 2012 è l’anno della consacrazione. Pastor gode di una vettura competitiva e, durante il GP di Spagna, decide di tirare fuori il coniglio dal cilindro, andando incredibilmente a vincere la gara dopo un duello con Fernando Alonso. Maldonado riporta la Williams al successo a sette anni di distanza dall’ultima volta e diventa il primo venezuelano della storia a vincere un GP di Formula 1. Quando parliamo di consacrazione, però, non ci riferiamo tanto ai risultati in pista, quanto più alla consacrazione in termini di meme: Maldonado inizia la stagione 2012 con un bel botto all’ultimo giro del GP d’Australia, sciupando un’ottima sesta posizione per la troppa foga nell’inseguire la Ferrari di Fernando Alonso. Dopo la vittoria catalana, Pastor ne combina di tutti i colori: a Monaco, in FP3, tocca inspiegabilmente Perez (prendendosi 10 posizioni in griglia), per poi tamponare l’HRT di De la Rosa in partenza e ritirarsi; a Montreal, in qualifica, decide di stamparsi sul Muro dei campioni; a Valencia butta fuori Hamilton al penultimo giro mentre si giocavano il podio (20 secondi di penalità di tempo); a Silverstone butta fuori Perez (diecimila euro di multa e reprimenda); all’Hungaroring, invece, si tocca con Paul Di Resta e ottiene un drive-through. Tuttavia, l’opera d’arte del venezuelano è indubbiamente il GP del Belgio, ove Pastor ottiene ben tre penalità nell’arco del weekend. Prima, ostacola Nico Hulkenberg nel Q1 (3 posizioni in griglia), poi si rende protagonista di una stellare falsa partenza senza nemmeno avere il tempo di scontare la penalità, visto che un contatto con Timo Glock lo costringe al ritiro. Maldonado viene punito per i due episodi con due distinte penalità di 5 posizioni in griglia.

Le ultime 3 stagioni di Maldonado in F1 non hanno molto da dire in termini di piazzamenti. Molto più interessante è la lista di collisioni ed infrazioni propiziate dal venezuelano, il quale è assolutamente infermabile. Nel GP di Monaco 2013 si tocca con Max Chilton e decide di chiudere la pista. Qualche mese dopo annuncia il suo addio alla Williams e il suo approdo in Lotus, non però prima di accusare il suo vecchio team di “averlo sabotato” e, nello stesso weekend, essersi toccato con Adrian Sutil. Nel GP di Bahrain 2014, Pastor decide di sfruttare curva 1 come base di lancio NASA e lanciare la Sauber di Gutierrez nell’esosfera (ottenendo una penalità Stop&Go, 5 posizioni in griglia per il GP successivo e la deduzione di 3 punti della superlicenza); va a muro a Barcellona in qualifica, mentre in gara si tocca con Ericsson (Stop&Go); a Silverstone viene catapultato da Gutierrez, mentre in Ungheria sbatte con Jules Bianchi. Sia a Spa che a Singapore sbatte nelle libere, mentre ad Austin mette a segno una doppietta: penalità per eccesso di velocità dietro Safety Car e penalità per eccesso di velocità in corsia box. Se dovessimo parlare anche della stagione 2015, l’articolo non finirebbe più: Pastor si tocca con Nasr in Australia, Bottas in Malesia, Button in Cina (nelle libere del GP cinese compie anche queste due manovre spettacolari), Verstappen e Massa in Bahrain, Grosjean in Spagna, Verstappen a Monaco, Grosjean a Silverstone, Perez in Ungheria, Hulkenberg a Monza, Button a Singapore, Ericsson in Brasile e Alonso ad Abu Dhabi. Sebbene diversi dei contatti sopracitati non fossero assolutamente colpa di Pastor, Lotus decide di appiedarlo a fine stagione.

Base NASA, Sakhir, a cura di Pastor Maldonado.

Che fine ha fatto Pastor Maldonado?

Nonostante i numerosi rumor su un suo possibile ritorno nel Circus, Pastor Maldonado non vi è ancora tornato. A livello professionale, dopo la F1 Pastor esplora diversi ambienti interessanti. Nel 2017 occupa il ruolo di test driver per Pirelli. In quello stesso periodo trova un sedile in Indycar, ma il team che lo ha ingaggia chiude i battenti prima dell’inizio del campionato. Nel 2018 annuncia di correre nel WEC con DragonSpeed: la strana partnership porta al successo nella 24 ore di Dayton, nella categoria LMP2. Sempre con DragonSpeed ha preso parte al campionato IMSA WeatherTech Sportscar. Da quel momento in poi, Maldonado non ha più partecipato ad alcuna competizione agonistica, anche se non è ancora ufficialmente ritirato. Nel frattempo, il venezuelano è stato ospite a numerosi eventi all’interno del mondo del motorsport, facendosi quindi comunque vedere in giro, e si è spesso concesso ad interviste, anche di luna durata ed in profondità. Proprio in una di queste, Pastor ha rivelato di essere stato vicinissimo ad approdare in Ferrari nel 2014. In un’altra occasione, Maldonado ha rivelato di non apprezzare particolarmente gli eSport: 

Se devo essere sincero, non è una cosa che mi piace. Se vai a giocare, vai a giocare, ma correre in macchina è tutta un’altra cosa. L’eSport è un gioco, non una gara vera. È un po’ come se andassimo a fare pugilato tramite la tv… Non senti il cazzotto! E invece ci vuole il corpo a corpo, il rumore e tutto il resto.

Al di fuori del lavoro, Pastor è sicuramente un ragazzo simpatico e per bene, almeno questo è quanto traspare dal suo atteggiamento nelle interviste che ha concesso in questi anni. Nel 2012 ha sposato Gabriela Tarkanyi, da cui ha avuto una figlia nel 2013; la famiglia risiede a Maracay, città natale dell’ex-pilota. Inoltre, il venezuelano è uno dei pochi piloti di Formula 1 ad essersi “esposto” dal punto di politico, definendosi un socialista, anzi, un “campione socialista nello sport più capitalista del mondo“; uno dei suoi amici più cari è Hugo Chavez, ex presidente del Venezuela. Non lasciatevi abbindolare dai numerosi contatti i quali hanno coinvolto Pastor: il venezuelano era, ed è, particolarmente veloce ma ha peccato un po’ di costanza e di autocontrollo nelle fasi più concitate di diversi Gran Premi. Sebbene la sua carriera non sia forse andata come sperava, Maldonado non si è mai nascosto dinanzi alle critiche anzi, le ha affrontate di petto: il venezuelano ha sempre giustificato le numerose collisioni che lo hanno visto protagonista con il suo stile di guida particolarmente aggressivo; secondo Pastor, la ricerca costante del limite e il forse eccessivo coraggio sono le ragioni che lo hanno portato a diventare uno dei meme più belli della storia del Motorsport. 

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