Che fine hanno fatto? Callum Ilott

Il 20 e il 27 marzo abbiamo assistito agli spumeggianti GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita, tappe inaugurali del mondiale 2022. Venti è un numero che ritorna: le date, l’anno, il numero di piloti. Ma dove sono finiti alcuni di quelli che hanno sognato per anni di entrare in questa ristretta élite? In una versione peculiare di “che fine hanno fatto” (a cui dovrete però abituarvi!) prendiamo in considerazione una vecchia conoscenza della Formula 2, ma per qualche test e prova libera anche della classe regina: Callum Illot.

La Formula 1 sta attirando molti nuovi tifosi, e così speriamo anche il nostro sito. Quindi qualcuno potrebbe giustamente domandarsi “Perché?”, “Chi è?” o commentare “Mai sentito”. Alle due domande cerco di dare una risposta semplice e abbastanza sintetica: Callum è stato vicecampione di Formula 2 nel 2020 (secondo solo a Mick Schumacher), chiudendo quell’anno davanti a Tsunoda, Zhou e Mazepin che la loro chance in F1 l’hanno avuta o la stanno avendo; inoltre, Ilott è stato per anni membro della FDA (Ferrari Drivers Accademy), Vi raccomando, nell’analizzare questa statistica, di ricordare che in F2 le auto sono in linea di massima tutte uguali per telaio e motore. Ecco, diciamo che gli dedico un articolo perché il ragazzo ha un talento che non può essere semplicemente svanito nel nulla!

Callum Ilott si prepara prima di una Prova Libera al volante dll’Alfa Romeo nel 2021

“Chi?”

Ma torniamo alla domanda originale, visto che non ho ancora fugato il dubbio di alcuni di voi: chi è questo fantomatico Callum Illot? Ragazzo britannico, classe ’98, attivo nei kart fin dal 2008, guida una monoposto per la prima volta nel 2015. Corre nella serie “Formula Toyota”, campionato neozelandese che ultimamente è una primissima vetrina per i giovani talenti: pensate che sia Stroll che Norris l’hanno vinta. Non è – invece – il caso del nostro Callum, il quale chiude questa avventura con un anonimo 15esimo posto. Le cose si fanno più interessanti tra il 2016 e il 2017, quando Ilott inizia a progredire in quella che oggi si chiama “F3”, all’epoca “Gp3 Series”: l’esordio, i primi podi, le prime vittorie e un quarto posto finale nel 2017. Risultato? Callum viene scelto per la Ferrari Drivers Accademy e ottiene un sedile con ART Grand Prix per il 2018 in Formula 3 o GP3 Series che dir si voglia. Si tratta di un team di tutto rispetto: Art non è mai finita giù dal podio nella classifica per team di questa categoria dal 2010 ad oggi. Nel 2018, Callum Ilott coglie due vittorie e il terzo posto in campionato.

 

Il britannico si guadagna così un posto in Formula 2 per il 2019, annata che chiude con un non brillantissimo undicesimo posto e due podi all’attivo. Arriviamo poi al tanto agognato 2020: il nuovo team (UNI-Virtuosi, forse alcuni di voi ricordano la sua macchina gialla) porta nuova linfa. Ecco che Callum ottiene 3 vittorie, 6 podi, ed è in lotta per il mondiale fino all’ultima gara… dovendo tuttavia arrendersialla fine e accontentarsi del titolo di vice-campione. La Scuderia Ferrari gli concede parte dei test per giovani piloti sul circuito di Yas Marina a fine stagione, premiandolo per le prestazioni mostrate in F2. I suoi ultimi scampoli di “Formula” saranno le FP1 del GP del Portogallo e del GP d’Austria nel 2021 con Alfa Romeo. Lascia questo strano, crudele ma bellissimo mondo con 48 GP, 3 vittorie, 8 podi, 1 giro veloce e 6 pole position in Formula 2 e i pochi giri appena citati in F1.

“Sì ma poi?”

La parte davvero interessante inizia ora… che fine fa Callum Ilott dal 2021? Il nostro protagonista, che probabilmente aveva annusato l’imminente “esclusione” dal circus di F1, non è rimasto con le mani in mano e nel corso della stagione 2021 ha fatto un paio di cosette interessanti. In primo luogo, ha corso le tre gare finali della IndyCar Series (massima competizione per monoposto negli Stati Uniti, la definirei la sorellastra della nostra F1) con il team Juncos Hollinger Racing ottenendo, tuttavia, risultati poco entusiasmanti. Va però fatto presente che il team era sostanzialmente neonato e con nessuna esperienza in Indy.    

Callum Ilott in pista nel campionato IndyCar nel 2021

In secondo luogo abbiamo la ciliegina sulla torta: Illott, tra il 21 e il 22 agosto 2021, arriva terzo alla 24 Ore di Le Mans nella categoria GTE-Am. La 24H di Le Mans è la corsa endurance più famosa del mondo: si corre davvero per un giorno intero ma ogni auto ha un equipaggio di tre piloti (Callum ha corso assieme a Matteo Cressoni e Rino Mastronardi). GTE-Am indica la categoria: la quarta categoria su quattro, composta da vetture Gran Turismo (e non monoposto quindi), dove “Am” è la sigla distintiva che impone regole tecniche e relative al “livello” dell’equipaggio. Capirete che per concludere a podio in una gara di durata servono sicuramente velocità, costanza, attributi… insomma non si va a podio alla 24 Ore per caso. Per onor di cronaca è giusto dire che l’equipaggio di Ilott è stato 3^ di classe e 27^ assoluto. Considerate però che le vetture Gran Turismo non possono minimamente competere per la vittoria assoluta, affare esclusivo delle Hypercar.  

“E oggi?”

Ad oggi Callum Illot ha ottenuto una licenza annuale dalla Ferrari Drivers Academy, quindi a Maranello per ora vogliono farlo crescere e tenerselo stretto. Inoltre è stato annunciato pilota ufficiale per Juncos in IndyCar (esordio non brillantissimo in diciannovesima posizione). Non si hanno invece, per il momento, notizie riguardo ad una nuova partecipazione alla 24H, ma l’ipotesi non va del tutto scartata in quanto mancano ancora dei mesi (la gara si correrà sabato 11 e domenica 12 giugno). Il talento non gli manca, l’esperienza sì ma quella si fa in pista. Personalmente vedo ottime prospettive per il britannico in Indy, considerando che ha mostrato il suo valore in diversi contesti, facendo prova di un’enorme versatilità, e che arriva da un mondo in cui è richiesto un livello altissimo per emergere, come quello della Formula 1. Così come penso che si farebbe valere nuovamente anche nel mondo dell’endurance. Insomma, ecco che fine ha fatto Callum Illot.                                                                                                                               

E voi come lo vedete? Ma soprattutto, di quale pilota vorreste ritrovare le tracce?                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                                 

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Luca Innocenti, studente di Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’università di Pavia. Aspirante giornalista sportivo e appassionato di tutti gli sport, che si giochino con un pallone, una racchetta o un paio di sci non fa differenza. Se però serve un motore ancora meglio