Baku, 2017: la gara infinita

Baku, 2017: la gara infinita

Un Gran Premio bellissimo, che regalò tantissime emozioni, ma anche tante polemiche a causa di alcuni episodi. Riviviamolo insieme 

Baku, Domenica 25 Giugno 2017: una data che rimarrà impressa a molti. In quel giorno, infatti, successe di tutto: collisioni in regime di Safety Car, un secondo posto all’ultima curva e un podio assolutamente inaspettato sono solo alcuni degli elementi che caratterizzarono quel pomeriggio, in quel di Baku.

Molti di voi si ricorderanno anche in che periodo arrivò quella gara: Vettel e Hamilton erano in lotta per il mondiale, con l’inglese che per la prima volta dopo diversi anni si ritrovava a un terzo del campionato ancora secondo, dietro a un Sebastian Vettel che sembrava decisamente in stato di grazia.

La griglia di partenza vide la Mercedes, per la seconda volta quell’anno, monopolizzare la prima fila (pareggiando i conti con Ferrari, che fino ad allora era riuscita anche lei due volte nell’impresa) con Hamilton in pole davanti a Bottas, mentre la Ferrari si accontentò della seconda fila, con Raikkonen 3° davanti a Vettel. Il quinto posto se lo accaparrò  la Red Bull di Max Verstappen, mentre l’altra vettura “bibitara” di Ricciardo partì solamente dalla decima posizione.

Alla partenza, Bottas, compiendo i suoi doveri di secondo pilota, “ostacolò” Sebastian Vettel  (che partiva dietro di lui), frenando prima in curva 1, ma nel farlo lasciò la porta aperta a Raikkonen, che in curva 2 fu in procinto di sorpassarlo all’esterno. Solo che Bottas (che aveva la linea interna), salì un po’ troppo sul cordolo e sbatté contro il compatriota ferrarista. Risultato? Foratura per entrambi, e Bottas dovette anche rientrare per cambiare l’ala anteriore.

Alla fine del primo giro, Hamilton era leader davanti a Vettel, seguito da Sergio Perez (Sahara Force India) e Max Verstappen (Red Bull).

Al giro 11 Kvyat venne tradito dal motore, e si dovette fermare a lato della pista, costringendo una Safety Car. Contemporaneamente, un altro motore Renault decise di salutarci, ma stavolta sulla vettura di Max Verstappen. L’olandese, tuttavia, riuscì a tornare ai box.

Con la Safety Car, in tantissimi rientrarono ai box per le prime soste. Tra di essi, anche i due davanti. Bottas, durante questa Safety Car, ebbe anche occasione di sdoppiarsi.

Durante questa fase, Hamilton si lamentò più volte della Safety Car, a suo avviso troppo lenta: una volta l’inglese rallentò così tanto dal far finire l’ala anteriore di vettel contro il retro della sua macchina; Vettel la prese come una provocazione, o forse per un giochetto psicologico. Fatto sta che il tedesco affiancò e urtò di proposito l’inglese con le gomme.

Al rientro della Safety car ne seguì subito un’altra (a causa di alcuni detriti lasciati dalla Ferrari di Raikkonen), e dopo la fine anche di questa una collisione tra le due Force India mise fuori gioco quella di Sergio Perez. I detriti, tuttavia, questa volta furono troppi: la direzione gara diede bandiera rossa.

Dopo il periodo di bandiera rossa (in cui avvenne anche un siparietto molto divertente tra Raikkonen e la Ferrari, dove il finlandese si aprì in radio piuttosto animatamente per reclamare i suoi guanti e il suo volante), la gara riprese con Hamilton davanti a Vettel, Ricciardo (in gran rimonta) e le due Williams di Stroll e di Massa. Bottas, 14°, cominciò una furiosa rimonta.

Al giro 31, altro colpo di scena: il poggiatesta di Hamilton si muoveva troppo, e per ragioni di sicurezza la Fia diede la bandiera arancione e nera all’inglese, obbligandolo a rientrare per cambiarlo. Nello stesso istante, a Vettel fu comunicato che aveva una penalità di 10 secondi Stop&go da scontare a causa del suo precedente contatto con Hamilton in regime di Safety Car.

Scontata la penalità, Vettel uscì 6° davanti a Hamilton: Ricciardo prese il comando, davanti a Stroll, Magnussen e Ocon (che dovevano ancora fermarsi).  Bottas pochi giri dopo, con il pit di questi ultimi, si ritrovò sul podio

Nel finale cambiò poco per i lottanti al titolo (malgrado Hamilton a un certo avesse chiesto al team se Bottas fosse stato in grado di rallentare Vettel, ma il team non acconsentì poiché Bottas stava andando a prendere Stroll e non volevano dare DRS a Vettel).

Vinse Ricciardo, ma Bottas sorpassò sulla linea un comunque entusiasta Stroll (che finì sul podio per la prima volta nella sua carriera).

Vettel estese la sua leadership in campionato, malgrado tutto, anche se quel contatto in regime di Safety Car avrebbe fatto discutere per un bel po’ di tempo.

Avatar

Luca Martinelli, appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara, ma in particolare la Formula 1. Molto interessato alla storia di essa, scrivo articoli storici ma anche di analisi e/o confronto sulla Formula 1 attuale