Bahrain 2018: Seb

Bahrain 2018: Seb

Di Luca Martinelli

Non trovavo modo migliore per intitolare questo articolo, in aggiunta al nome della gara. Seb, e basta. Del resto, cosa c’è da aggiungere? La prestazione del tedesco quell’8 Aprile 2018, a mio avviso, ha mostrato cosa era (e secondo me tuttora è) il vero Sebastian Vettel, il pilota che vince 4 titoli mondiali con la Red Bull.

Siamo alla seconda gara del campionato. La gara d’esordio in Australia è stata vinta (grazie a una superba strategia) da Vettel, che quindi si ritrova in testa al mondiale proprio come l’anno precedente. Se è vero che la Ferrari non abbia dimostrato una netta superiorità in Australia (anzi, senza la Virtual Safety Car probabilmente avrebbero vinto Hamilton e la Mercedes), altrettanto non vale per il Bahrain.

Vettel e Raikkonen occupano le prime due posizioni nella griglia di partenza per la prima volta dopo la gara in Ungheria dell’anno prima. Notizia ancora migliore, Hamilton deve scontare una penalità di 5 secondi a causa della sostituzione del cambio (quell’anno la Mercedes non brillò assolutamente di affidabilità).

La partenza vede Bottas sfilare Raikkonen e prendersi la seconda posizione. Hamilton, da dietro, dopo qualche giro ha un contatto con Verstappen. Nessun danno per lui, ma foratura per l’olandese, che è costretto al ritiro. Nello stesso giro si ferma anche l’altra red bull, quella di Daniel Ricciardo, a causa di un guasto all’impianto elettrico.

Hamilton, ovviamente, in men che non si dica risale in quarta posizione dietro a Raikkonen, ma non riuscirà mai a impensierire il finlandese.

Quando si arriva ai pitstop, cominciano i colpi di scena: se la Ferrari opta per sostituire le sue gomme supersoft con le soft (e quindi programmando una sosta in più), la mercedes opta per le medie, che dovrebbero farli arrivare a fine gara senza problemi.

Niente cambia successivamente, se si vuole escludere il progressivo aumentare il gap su Bottas da parte del tedesco; ma quando si arriva al momento del secondo giro di pitstop (che la Ferrari deve necessariamente fare poiché ha le soft) succede un guaio.

Raikkonen rientra per primo, ma in gli danno il via troppo presto per uscire. La ruota posteriore sinistra della Ferrari travolge la gamba di un meccanico, e Kimi è costretto al ritiro, poiché nella sua macchina sono montate tre gomme supersoft e una soft. 

Dopo questo incidente, Vettel riceve un team radioPlan D, plan D, Kimi has retired for an issue (“Piano D, piano D, Kimi si è ritirato a causa di un problema”). Nelle orecchie di molti appare criptico, ma dopo qualche giro il messaggio appare chiaro: Vettel e la Ferrari stanno provando una pazzia.

La pazzia è mantenere le gomme soft (già praticamente finite) in vita per altri 20 giri fino alla bandiera a scacchi. Comincia una gara in gestione per vettel, una gara degna di un 4 volte campione del mondo. Negli ultimi 10 giri Bottas si avvicina sempre di più, prima 4 secondi… poi 2… poi 1… e al penultimo giro prova un attacco; è ancora troppo lontano. 

L’ultimo giro se lo ricorda qualsiasi tifoso Ferrari: Bottas che tallona Vettel, sembrando dannatamente vicino. Però, sembra che l’unico punto buono per il sorpasso (curva 1) Bottas se lo sia già giocato; probabilmente è così, perché Vettel taglia il traguardo vincendo una gara stupenda e da vero campione. Bottino pieno, per la Ferrari: 50 punti su 50. Che bel periodo, per i ferraristi…

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Luca Martinelli, appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara, ma in particolare la Formula 1. Molto interessato alla storia di essa, scrivo articoli storici ma anche di analisi e/o confronto sulla Formula 1 attuale