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Abu Dhabi 2010: L’incubo di Fernando Alonso

Abu Dhabi 2010: L’incubo di Fernando Alonso

Dalla sua introduzione nel 2009, il Gran Premio di Abu Dhabi ha sempre avuto un che di speciale dovuto non al tracciato, discreto ma piuttosto anonimo, bensì al fatto che il circuito arabo ospita l’ultimo Gran Premio del campionato mondiale di F1 (triennio 2011/12/13 a parte). Di conseguenza il circuito di Yas Marina è stato teatro, nel corso degli anni, dell’atto conclusivo di campionati mondiali e/o costruttori e dell’incoronazione di nuovi (e vecchi) campioni. È il caso di Nico Rosberg nel 2016, Lewis Hamilton nel 2014 oppure Sebastian Vettel nel 2010. E visto il “grande” momento di forma della Ferrari e visto anche che ci sentiamo un pochino masochisti, oggi andremo a rivivere una delle più grandi delusioni della storia recente del Cavallino: il Gran Premio di Abu Dhabi del 2010.

La stagione 2010 è stata una delle annate più combattute, appassionanti e arrembanti nella storia della Formula 1: non sono mancati colpi di scena, controversie, grandi manovre, incidenti, bestemmie e spettacolo. Inoltre, la stagione 2010 è stata caratterizzata da un insolito equilibrio fra i top team, che hanno prevalso sui diretti avversari per determinati periodi della stagione, quasi “alternandosi” nella vittoria dei Gran Premi. McLaren, Red Bull e Ferrari hanno vinto rispettivamente 5, 9 e 5 gare. Sebbene la Red Bull fosse leggermente superiore agli avversari, ella non riuscì a concretizzare il vantaggio di prestazioni, almeno fino al Gran Premio di Brasile, dove il team austriaco conquistò il suo primo campionato costruttori.
Tenuto conto delle premesse però, non dovrebbe sorprendere nessuno il fatto che alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi il campionato piloti fosse ancora aperto.

 

Fernando Alonso si presenta all’ultimo appuntamento stagionale al primo posto della classifica piloti con ben 246 punti, 8 in più del diretto inseguitore Mark Webber. Sebastian Vettel accusa un distacco di 15 punti, mentre Lewis Hamilton è anch’egli matematicamente in lotta per il titolo sebbene sia a 24 punti dal leader del mondiale.

Fernando Alonso arriva al Gran Premio di Abu Dhabi in grandissima forma: lo spagnolo ha ottenuto ben 5 vittorie
(più di ogni altro pilota fino a quel punto) e viene da 3 vittorie nelle ultime 5 gare. Ha distrutto il suo compagno di squadra e ha spinto la macchina oltre i suoi limiti, colmando in parte il gap tecnico fra Ferrari e Red Bull. Per gli addetti ai lavori, il favorito alla vittoria finale è lui.

Mark Webber e Sebastian Vettel sperano in un passo falso dello spagnolo, dopo che loro stessi sono stati protagonisti di errori (Istanbul 2010 ndr) o vittime di problemi. Si profila un testa a testa Webber-Alonso, mentre pochi pensano che Sebastian Vettel possa arrivare al titolo. Nei giorni precedenti alla gara, addirittura, Sebastian Vettel (in seguito ad una domanda di un giornalista) dichiara che “aiuterà il compagno di squadra a vincere il mondiale se dovesse essere necessario.”

Nel paddock si respira un’aria molto tesa e le qualifiche potrebbero essere subito decisive.
Sebastian Vettel si aggiudica la pole position, Fernando Alonso chiude 3º e riesce a stare davanti a Webber, che chiude invece 5º. Il pilota spagnolo potrà così gestire Webber fin dalla partenza: in fondo se chiude davanti all’australiano è quasi fatta. Vettel dovrebbe recuperargli ben 15 punti: molto improbabile. Ma che fosse un weekend strano, quasi stregato, lo si percepì subito. E la gara avrebbe riservato giusto qualche sorpresa…

 

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Ultima Staccata

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