2009: Kimi Re di Spa

2009: Kimi Re di Spa

Di Luca Martinelli

In genere non rivelo i risultati del sondaggio per l’articolo storico (per votare l’articolo storico dei prossimi gran premi, passate sulla nostra pagina Instagram la settimana di gare, n.d.r.), ma questa volta il risultato è stato talmente combattuto che volevo condividerlo con voi: Il 2009 ha vinto di soli 2 voti contro il 2000. E a me va benissimo, essendo che Kimi è in assoluto il mio pilota preferito (e non sono l’unico tra il nostro staff, vero Mario?).

Scherzi a parte, il 2009 è stata letteralmente la gara dell’anno, sia per Kimi che per la Ferrari. La vettura di quell’anno, la F60, non era nata proprio benissimo. Le cause erano molte, tra cui il cambio di regolamento (che aveva invece favorito la Brawn Gp e altre scuderie come Red Bull), e una nuova tecnologia arrivata quell’anno: il sistema KERS.

Il KERS (Kinetic Energy Recovery System), era un sistema che permetteva all’auto di recuperare l’energia persa in frenata per usarla durante la corsa come potenza aggiuntiva. Il problema? Pesava 40 Kg, peso non indifferente per una vettura di Formula 1. Per questa ragione, e perché comunque era un sistema facoltativo, molti team hanno rinunciato all’adottarlo. Non la Ferrari, che per questo motivo ebbe molti problemi nei circuiti ad alto carico aerodinamico. Spa, tuttavia, è pieno di rettilinei. Quindi, la Ferrari si trovò decisamente bene. 

In qualifica, però, il cuore degli italiani non si infiammò per la Ferrari, ma per la Force India e la Toyota che conquistarono la prima fila: una guidata da Jarno Trulli, l’altra da Giancarlo Fisichella. Fu l’ultima pole italiana fino a oggi.

Tuttavia, alla partenza Kimi fece un capolavoro: da 6° che era sulla griglia, sfruttando il KERS rimontò fino a ritrovarsi secondo a Les Combes, dove un bruttissimo incidente (senza conseguenze) mise fuori gioco diversi piloti, e fece entrare la Safety car. Alla ripartenza, Kimi (che era all’epoca uno dei pochi a tenere giù il piede all’Eau Rouge), sorpassò anche Fisichella, e si prese la leadership.

Non era finita lì: dopo il primo giro di pitstop, Fisichella si avvicinò nuovamente a Raikkonen, mentre la gara di Trulli finiva al giro 22 a causa di un gusto.  I due in testa rimasero vicini fino a quando toccò rientrare per la seconda sosta, che avvenne nello stesso giro per entrambi. Tuttavia, fu sempre Raikkonen a uscire per primo dopo le soste.

Giancarlo rimase lì fino alla fine della gara, ma non riuscì a prendere Kimi. Sul podio, assieme all’italiano e al finlandese, salì Sebastian Vettel, partito 8° e autore di una buona rimonta. Quella, per diverse ragioni, sarebbe stata la penultima vittoria di Kimi in Ferrari (e al momento, in Formula 1). Per vedere l’ultima vittoria, Iceman avrebbe dovuto aspettare 9 lungissimi anni, fino al Gran premio degli Stati Uniti 2018.

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Luca Martinelli, appassionato di Motorsport da anni. Seguo con interesse qualsiasi tipo di gara, ma in particolare la Formula 1. Molto interessato alla storia di essa, scrivo articoli storici ma anche di analisi e/o confronto sulla Formula 1 attuale